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Emend (aprepitant) – Riassunto delle caratteristiche del prodotto - A04AD12

Updated on site: 06-Oct-2017

Nome del farmacoEmend
Codice ATCA04AD12
Principio Attivoaprepitant
ProduttoreMerck Sharp

1.DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

EMEND 40 mg capsule rigide

2.COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni capsula contiene 40 mg di aprepitant.

Eccipiente con effetto noto

Ogni capsula contiene 40 mg di saccarosio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3.FORMA FARMACEUTICA

Capsula rigida.

Le capsule sono opache con corpo bianco e copertura giallo mostarda, con “464” e “40 mg” stampati radialmente sul corpo in inchiostro nero.

4.INFORMAZIONI CLINICHE

4.1Indicazioni terapeutiche

EMEND 40 mg è indicato nella prevenzione della nausea e del vomito postoperatori (PONV) negli adulti.

4.2Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Per stabilire la necessità del trattamento profilattico della nausea e del vomito postoperatori (PONV) devono essere prese in considerazione linee guida per il trattamento clinico.

La dose orale raccomandata di EMEND è di una dose singola da 40 mg entro le 3 ore precedenti alla induzione dell’anestesia.

Popolazioni speciali Anziani ( 65 anni)

Non è richiesto aggiustamento della dose per gli anziani (vedere paragrafo 5.2).

Sesso

Non è richiesto aggiustamento della dose in relazione al sesso (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità renale

Non è necessario l’aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione renale o per i pazienti con patologia renale allo stadio terminale sottoposti ad emodialisi (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità epatica

Non è necessario aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione epatica lieve. Vi sono dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata e non vi è nessun dato nei pazienti con compromissione epatica grave. Aprepitant deve essere usato con cautela in questi pazienti (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di EMEND 40 mg in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state ancora stabilite. I dati attualmente disponibili sono descritti nei paragrafi 5.1 e 5.2, ma non è possibile formulare raccomandazioni sulla posologia.

Modo di somministrazione

Le capsule rigide devono essere deglutite intere.

EMEND può essere assunto con o senza cibo.

4.3Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

4.4Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Pazienti con compromissione epatica da moderata a grave

Vi sono dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata e nessun dato nei pazienti con compromissione epatica grave. In questi pazienti, EMEND deve essere utilizzato con cautela (vedere paragrafo 5.2).

Interazioni con il CYP3A4

EMEND (40 mg) deve essere usato con cautela nei pazienti in somministrazione concomitante con pimozide, terfenadina, astemizolo, cisapride o alcaloidi derivati dalla ergot. L’inibizione dell’isoenzima 3A4 del citocromo P450 (CYP3A4) da parte di aprepitant può dare luogo ad aumenti delle concentrazioni plasmatiche di questi principi attivi, causando potenzialmente reazioni avverse gravi (vedere paragrafo 4.5).

Somministrazione concomitante con contraccettivi ormonali

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può risultare ridotta durante e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi (vedere paragrafo 4.5).

Per ulteriori informazioni sulle potenziali interazioni di aprepitant a dosaggi più elevati e a dosi multiple fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di EMEND 80 mg capsule rigide e EMEND 125 mg capsule rigide.

Eccipienti

EMEND capsule contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

4.5Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

L’aprepitant è un substrato, un inibitore dose-dipendente ed un induttore del CYP3A4. L’aprepitant è anche un induttore del CYP2C9. Durante il trattamento, la dose singola di 40 mg di aprepitant raccomandata per la PONV (nausea e vomito postoperatori) dà luogo ad una debole inibizione del CYP3A4. Dopo il trattamento, EMEND causa una transitoria lieve induzione del CYP2C9, del CYP3A4 e della glucuronidazione. L’aprepitant è stato studiato a dosaggi più elevati. Durante il trattamento per nausea e vomito indotti da chemioterapia (CINV), il regime terapeutico di 3 giorni di 125 mg/80 mg con aprepitant è un inibitore moderato del CYP3A4. L’aprepitant non sembra interagire con la glicoproteina-P di trasporto, come suggerito dalla mancanza di interazione tra aprepitant e digossina.

Effetto di aprepitant sulle farmacocinetiche di altri principi attivi

Inibizione del CYP3A4

Come inibitore moderato del CYP3A4, l’aprepitant (40 mg) può aumentare le concentrazioni plasmatiche di principi attivi metabolizzati dal CYP3A4 somministrati in concomitanza per via orale. L’esposizione totale dei substrati del CYP3A4 somministrati per via orale può aumentare fino a circa 1,5 volte dopo una dose singola di aprepitant da 40 mg; l’effetto atteso dell’aprepitant sulle concentrazioni plasmatiche dei substrati del CYP3A4 somministrati per via endovenosa è minore.

EMEND 40 mg deve essere utilizzato con cautela nei pazienti trattati con pimozide, terfenadina, astemizolo, cisapride, o gli alcaloidi derivati dalla ergot. L’inibizione del CYP3A4 da parte dell’aprepitant può risultare in concentrazioni plasmatiche elevate di questi principi attivi, causa potenziale di reazioni gravi.

Corticosteroidi

Desametasone: una dose singola da 40 mg di aprepitant, in somministrazione concomitante con una dose singola orale di desametasone 20 mg ha aumentato la AUC di desametasone di 1,45 volte. Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose.

Metilprednisolone: sebbene la somministrazione concomitante di metilprednisolone con la dose singola da 40 mg di aprepitant non è stata studiata, una dose singola di 40 mg di aprepitant dà luogo ad una debole inibizione del CYP3A4 e non è atteso che alteri in misura clinicamente significativa le concentrazioni plasmatiche di metilprednisolone. Non è pertanto raccomandato alcun aggiustamento della dose.

Midazolam

L’AUC di midazolam per via orale è aumentato di 1,2 volte quando una dose singola da 40 mg di aprepitant è stata somministrata in concomitanza con una dose orale singola di 2 mg di midazolam; tale effetto non è stato considerato clinicamente importante.

Induzione

Come induttore lieve del CYP2C9, del CYP3A4 e della glucuronidazione, l’aprepitant può diminuire le concentrazioni plasmatiche dei substrati eliminati attraverso queste vie metaboliche entro le due settimane successive all’inizio del trattamento. Per i substrati del CYP2C9 e del CYP3A4 l’induzione è transitoria con effetto massimo raggiunto dopo 3-5 giorni. L’effetto può essere mantenuto per alcuni giorni, e ci si aspetta che sia clinicamente non significativo entro due settimane dopo la fine del trattamento con EMEND. Mancano dati sugli effetti del CYP2C8 e del CYP2C19. La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi noti per essere metabolizzati dal CYP2C9 (ad es. fenitoina, warfarin), può causare concentrazioni plasmatiche più basse di questi principi attivi. In base a studi di interazione con tolbutamide e contraccettivi orali, l’esposizione totale dei principi attivi metabolizzati dal CYP2C9 o dal CYP3A4 somministrati concomitantemente può essere ridotta fino al 15-30 %.

Contraccettivi ormonali

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può essere ridotta nel corso e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi.

Antagonisti della 5-HT3

In studi clinici di interazione, l’aprepitant non ha avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di ondansetron, granisetron o idrodolasetron (il metabolita attivo di dolasetron).

Effetto di altri medicinali sulla farmacocinetica di aprepitant

La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi che inibiscono l’attività del CYP3A4 (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, claritromicina, telitromicina, nefazodone, e inibitori della proteasi) deve essere considerata con cautela, poiché ci si

aspetta che l’associazione dia luogo ad un aumento di diverse volte delle concentrazioni plasmatiche di aprepitant (vedere paragrafo 4.4).

La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi forti induttori dell’attività del CYP3A4 (ad es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital) deve essere evitata poiché l’associazione dà luogo a riduzioni delle concentrazioni plasmatiche dell’aprepitant che possono risultare in una minore efficacia di EMEND. La somministrazione concomitante di EMEND con preparati a base di erbe contenenti l’erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) non è raccomandata.

Ketoconazolo

Con la somministrazione di una dose singola di aprepitant da 125 mg al giorno 5 di un ciclo di terapia di 10 giorni con ketoconazolo, un forte inibitore del CYP3A4, alla dose di 400 mg/die, l’AUC di aprepitant è aumentata di circa 5 volte e l’emivita media terminale di aprepitant è aumentata di circa 3 volte.

Rifampicina

Con la somministrazione di una dose singola di aprepitant da 375 mg al giorno 9 di un ciclo di terapia di 14 giorni con 600 mg/die di rifampicina, un forte induttore del CYP3A4, l’AUC dell’aprepitant è diminuita del 91% e l’emivita terminale media è diminuita del 68 %.

4.6Fertilità, gravidanza e allattamento

Contraccezione in maschi e femmine

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può risultare ridotta durante e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Gravidanza

Non sono disponibili dati clinici sull’uso di aprepitant durante la gravidanza. In studi sull’animale non vi è stata indicazione di effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). Gli effetti potenziali sulla riproduzione delle alterazioni della regolazione delle neurochine non sono noti. EMEND non deve essere utilizzato in gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento

L’aprepitant viene escreto nel latte dei ratti durante la lattazione. Non è noto se l’aprepitant viene escreto nel latte umano; l’allattamento non è pertanto raccomandato durante la terapia con EMEND.

Fertilità

Studi sulla fertilità non hanno indicato effetti dannosi diretti o indiretti in relazione a performance di accoppiamento, fertilità, sviluppo embrio/fetale, o conta e motilità degli spermatozoi (vedere paragrafo 5.3).

4.7Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

EMEND può alterare lievemante la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Capogiri e affaticamento possono insorgere dopo la somministrazione di EMEND (vedere paragrafo 4.8).

4.8Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Il profilo di sicurezza di aprepitant è stato valutato in circa 6.500 adulti.

Reazioni avverse sono state segnalate in circa il 4 % degli adulti trattati con aprepitant 40 mg rispetto a circa il 6 % dei pazienti trattati con ondansetron 4 mg per via endovenosa. In studi clinici controllati

su adulti sottoposti ad anestesia generale, è stato somministrato aprepitant 40 mg per via orale a 564 pazienti e ondansetron 4 mg per via endovenosa a 538 pazienti. La maggior parte delle reazioni avverse riportate in questi studi clinici sono stati descritte come lievi o moderate in intensità.

La reazione avversa più comune riportata ad una incidenza maggiore in adulti trattati con aprepitant 40 mg (1,1 %) che con ondansetron (1,0 %) è stata aumento della ALT.

Tabella con elenco delle reazioni avverse

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate negli studi sulla PONV in adulti trattati con aprepitant ad una incidenza maggiore a quella osservata con ondansetron o nell’uso post-marketing:

Le frequenze sono definite come: molto comuni (≥ 1/10); comuni (≥ 1/100, < 1/10); non comuni (≥ 1/1.000, < 1/100); rare (≥ 1/10.000, < 1/1.000) e molto rare (< 1/10.000), non note (non possono essere stimate dai dati disponibili).

Classificazione per sistemi e

Reazione avversa

Frequenza

organi

 

 

Disturbi del sistema

reazioni di ipersensibilità incluse reazioni

non nota

immunitario

anafilattiche

 

Disturbi psichiatrici

insonnia

non comune

Patologie del sistema nervoso

disartria, ipoestesia, disturbo sensoriale

non comune

Patologie dell’occhio

miosi, riduzione della acuità visiva

non comune

Patologie cardiache

bradicardia

non comune

Patologie respiratorie, toraciche

dispnea, sibilo respiratorio

non comune

e mediastiniche

 

 

Patologie gastrointestinali

dolore addominale alto, alterazione del reperto

non comune

 

auscultatorio dei movimenti intestinali,

 

 

secchezza delle fauci, nausea, fastidi gastrici,

 

 

stipsi*, subocclusione*

 

Patologie della cute e del

prurito, eruzione cutanea, orticaria, sindrome

non nota

tessuto sottocutaneo

di Stevens-Johnson/necrolisi epidermica

 

 

tossica

 

Esami diagnostici

aumento della ALT

comune

*Riportate in pazienti che prendevano una dose più alta di aprepitant.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Ulteriori reazioni avverse sono state osservate negli adulti trattati con aprepitant (125 mg/80 mg) per la nausea ed il vomito indotti da chemioterapia (CINV) con un’incidenza superiore a quella riportata con terapia standard: distensione addominale, dolore addominale, acne, anemia, ansia, aumento dell’AST, astenia, aumento della fosfatasi alcalina ematica, diminuzione del sodio ematico, candidiasi, disturbi cardiovascolari, fastidio toracico, disturbi cognitivi, congiuntivite, tosse, diminuzione dell'appetito, disorientamento, capogiri, ulcera duodenale perforata, disgeusia, dispepsia, disuria, eruttazioni, umore euforico, feci dure, affaticamento, neutropenia febbrile, flatulenza, disturbo della deambulazione, malattia da reflusso gastroesofageo, presenza di glucosio nelle urine, singhiozzo, vampate di calore, iperidrosi, letargia, malessere, spasmi muscolari, debolezza muscolare, nausea*, colite neutropenica, diminuzione del numero dei neutrofili, edema, dolore orofaringeo, palpitazioni, reazione di fotosensibilità, pollachiuria, polidipsia, perdita retronasale, eruzione cutanea pruriginosa, presenza di eritrociti nelle urine, seborrea, lesioni cutanee, starnutazione, sonnolenza, infezione stafilococcica, stomatite, irritazione della gola, tinnutus, aumentata emissione urinaria, vomito*, calo ponderale.

*Nausea e vomito sono stati considerati parametri di efficacia nei primi 5 giorni del trattamento post-chemioterapia e sono stati riportati come reazioni avverse solo in seguito.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

4.9Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, il trattamento con EMEND deve essere interrotto, il paziente va monitorato e devono essere prese misure di supporto generali. A causa degli effetti antiemetici di aprepitant, l’emesi indotta da un medicinale può non risultare efficace.

Aprepitant non può essere rimosso con l’emodialisi.

5.PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antiemetici ed antinausea, codice ATC: A04AD12

L’aprepitant è un antagonista della sostanza P umana, selettivo ad alta affinità per i recettori della neurochinina 1 (NK1).

In 2 studi clinici di fase III multicentrici, randomizzati, in doppio cieco, controllati con comparatore attivo, a gruppi paralleli condotti su soggetti adulti l’aprepitant è stato confrontato con ondansetron per la prevenzione della PONV in 1.658 pazienti sottoposti a chirurgia addominale aperta. La maggioranza degli adulti erano donne (> 90 %), soprattutto soggetti adulti, sottoposte a chirurgia ginecologica. I pazienti sono stati randomizzati al trattamento con aprepitant 40 mg, aprepitant

125 mg, o ondansetron 4 mg. L’aprepitant è stato somministrato per via orale con 50 mL d’acqua da 1 a 3 ore prima dell’anestesia. L’ondansetron è stato somministrato per via endovenosa subito prima dell’induzione dell’anestesia. L’attività antiemetica di aprepitant è stata valutata durante il periodo da 0 a 48 ore dopo il termine della chirurgia.

I risultati mostrano che una percentuale più elevata di adulti post-chirurgici è andata incontro a una risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio) con aprepitant 40 mg rispetto ad ondansetron 4 mg (il margine inferiore dell’IC è pari a 0,0, indicando una significatività borderline) come descritto nella Tabella 1.

Tabella 1

Percentuale di adulti nel post-operatorio che hanno risposto al trattamento suddivisi per gruppo di trattamento

Risultati combinati di 2 studi clinici di fase III

 

Aprepitant

Ondansetron

Percentuali delle

 

40 mg per via orale

4 mg per via

differenze di

 

(N=541)

endovenosa

punteggio (%) §

 

 

 

(N=526)

e IC al 95 % #

 

n/m

(%)

n/m

(%)

%

IC al 95 %.

Risposta completa (0-24 ore)

298/541

(55,1)

258/526

(49,0)

5,9

(0,0, 11,8)

§

Risposta completa: assenza di emesi e di terapia di salvataggio Differenza (%) calcolata come Aprepitant 40 mg meno Ondansetron 4 mg

#Differenza (%) e IC al 95 % calcolati con il metodo stratificato di Miettinen-Nurminen usando pesi di Cochran-Mantel-Haenszel

La riduzione del rischio di un episodio di vomito nel periodo 0 – 24 ore con aprepitant 40 mg rispetto a ondansetron 4 mg era di 53,3 % (IC al 95 %: da 35,3 a 66,3) in un’analisi con censura dei pazienti al momento dell’uso di terapia di salvataggio.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia esplorativa di aprepitant sono state valutate in uno studio clinico di fase I (n=50) utilizzando 40 mg di polvere per sospensione orale. La percentuale di soggetti senza episodi di vomito nelle 24 ore immediatamente successive all’intervento chirurgico è stata simile nei soggetti trattati con aprepitant versus i soggetti trattati con ondansetron. Non sono state identificate nuove problematiche di sicurezza. Tuttavia, i dati ottenuti da questo piccolo studio non forniscono elementi conclusivi per la definizione del regime posologico ottimale. Sono in corso ulteriori studi per valutare l’uso di aprepitant in pazienti pediatrici (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

5.2Proprietà farmacocinetiche

Aprepitant presenta una farmacocinetica non lineare. Entrambe la clearance e la biodisponibilità assoluta diminuiscono all’aumentare della dose.

Assorbimento

La biodisponibilità orale media assoluta di aprepitant è del 67 % per la capsula da 80 mg e del 59 % per la capsula da 125 mg. La concentrazione plasmatica di picco (Cmax) media di aprepitant si è verificata a circa 4 ore (tmax).

A seguito della somministrazione orale di una dose singola di EMEND da 40 mg a digiuno, la AUC0-

(media ± DS) è stata di 8,0 ± 2,1 µg h/mL e la Cmax è stata di 0,7 ± 0,24 µg/mL. La tmax mediana è stata di 3,0 ore.

L’assunzione di una dose da 40 mg insieme ad una prima colazione standard ha diminuito la Cmax di aprepitant solo del 18 % ma non ha modificato la AUC. Questo non viene ritenuto rilevante dal punto di vista clinico.

Distribuzione

Aprepitant è legato in larga misura alle proteine, con una media del 97 %. Il volume geometrico medio apparente di distribuzione allo stato stazionario (Vdss) è di circa 66 L nell’uomo.

Biotrasformazione

L’aprepitant viene ampiamente metabolizzato. In giovani adulti sani, è ascrivibile ad aprepitant circa il 19 % della radioattività presente nel plasma nel corso delle 72 ore successive alla somministrazione di una dose da 100 mg di [14C]-fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant, indice di una sostanziale presenza di metaboliti nel plasma. Nel plasma umano sono stati identificati dodici metaboliti di aprepitant. Il metabolismo di aprepitant avviene in larga misura attraverso l’ossidazione a livello dell’anello morfolinico e delle sue catene laterali ed i metaboliti risultanti avevano solo una debole evidenza di attività. Studi in vitro con microsomi epatici umani indicano che aprepitant viene metabolizzato principalmente attraverso il CYP3A4 con potenziali contributi minori da parte del CYP1A2 e del CYP2C19.

Eliminazione

L’aprepitant non viene escreto immodificato nelle urine. I metaboliti sono escreti nelle urine e nelle feci attraverso l’escrezione biliare. Dopo una dose singola endovena da 100 mg di [14C]-fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant a persone sane, il 57 % della radioattività è stata rinvenuta a livello urinario ed il 45 % a livello fecale.

La clearance plasmatica dell’aprepitant è dose dipendente, diminuisce all’aumentare della dose e varia da circa 60 a 72 mL/min all’interno della finestra terapeutica. L’emivita terminale è di circa 9 ore dopo la somministrazione di una dose singola di 40 mg.

Farmacocinetica in popolazioni speciali

Anziani: a seguito della somministrazione orale di 125 mg di aprepitant in dose singola al giorno 1 e di 80 mg in monosomministrazione giornaliera nei giorni dal 2 al 5, l’AUC0-24h di aprepitant è risultata superiore del 21 % al giorno 1 e del 36 % al giorno 5 negli anziani ( 65 anni) rispetto ai giovani adulti. La Cmax è risultata superiore del 10 % al giorno 1 e del 24 % al giorno 5 negli anziani rispetto ai giovani adulti. Queste differenze non sono considerate clinicamente significative. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND nei pazienti anziani.

Sesso: dopo la somministrazione per via orale di una dose singola di aprepitant da 125 mg, la Cmax di aprepitant è risultata superiore del 16 % nelle donne rispetto agli uomini. L’emivita di aprepitant è inferiore del 25 % nelle donne rispetto agli uomini ed il suo tmax viene raggiunto all’incirca nello stesso tempo. Queste differenze non sono ritenute clinicamente significative. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND in base al sesso.

Compromissione epatica: la compromissione epatica lieve (Child-Pugh classe A) non influenza la farmacocinetica di aprepitant in misura clinicamente rilevante. Per i pazienti con compromissione epatica lieve non è necessario alcun aggiustamento della dose. Sulla base dei dati attualmente disponibili non è possibile trarre conclusioni sull’effetto della compromissione epatica moderata (Child-Pugh classe B) sulla farmacocinetica di aprepitant. Non vi sono dati clinici o di farmacocinetica in pazienti con compromissione epatica grave (Child-Pugh classe C).

Compromissione renale: è stata somministrata una dose singola di aprepitant da 240 mg a pazienti con compromissione renale grave (CrCl < 30 mL/min) ed ai pazienti con patologia renale allo stadio terminale (ESRD) per i quali era richiesta l’emodialisi.

In pazienti con compromissione renale grave l’AUC0- dell’aprepitant totale (non legato e legato alle proteine) è diminuita del 21 % e la Cmax è diminuita del 32 % rispetto a persone sane. Nei pazienti con ESRD sottoposti ad emodialisi, l’AUC0- dell’aprepitant totale è diminuita del 42 % e la Cmax è diminuita del 32 %. A causa delle diminuzioni modeste nel legame proteico di aprepitant nei pazienti con patologia renale, l’AUC del medicinale non legato farmacologicamente attivo non è stata modificata significativamente nei pazienti con compromissione renale rispetto alle persone sane. Il trattamento emodialitico condotto 4 o 48 ore dopo la somministrazione non ha avuto effetti significativi sulla farmacocinetica di aprepitant; meno dello 0,2 % della dose è stato rinvenuto nel dializzato.

Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND per i pazienti con compromissione renale o per i pazienti con ESRD sottoposti ad emodialisi.

Popolazione pediatrica: in uno studio condotto utilizzando una formulazione in polvere per sospensione orale, una dose singola di 40 mg di aprepitant somministrata a pazienti adolescenti (età compresa tra i 12 e i 17 anni) ha determinato una AUC0-48 h media di 6 µg/mL con una concentrazione plasmatica di picco (Cmax) media di 0,5 µg/mL a 4 ore circa. La somministrazione di dosi aggiustate per l’area di superficie corporea a pazienti da 6 mesi a meno di 12 anni di età ha determinato una AUC0-48 h media superiore a 4 µg/mL con una Cmax media superiore a 0,5 µg/mL a 3 ore circa.

Relazione fra concentrazione ed effetto

Studi con la tomografia ad emissione di positroni (PET) su uomini sani giovani condotti utilizzando traccianti altamente specifici per i recettori NK1 hanno mostrato che aprepitant penetra a livello dell’encefalo ed occupa i recettori NK1 in misura dipendente dalla dose e dalla concentrazione nel plasma. Si calcola che le concentrazioni plasmatiche di aprepitant raggiunte con il ciclo terapeutico di 3 giorni con EMEND risultino in una occupazione dei recettori NK1 cerebrali superiore al 95 %.

5.3Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano particolari rischi per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi singole e ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva e tossicità dello

sviluppo. Deve essere notato che l’esposizione sistemica nei roditori maschi adulti è risultata minore dell’esposizione terapeutica nell’uomo con 40 mg. Di conseguenza non può essere formulata un’adeguata valutazione dei potenziali effetti sulla fertilità nel ratto maschio. In uno studio di 9 mesi su cani tuttavia, non sono state osservate variazioni ponderali o reperti macroscopici o istomorfologici a livelli di esposizione sistemica superiori di 35 volte all’esposizione nell’uomo alla dose di 40 mg. Sebbene negli studi sulla riproduzione non siano stati osservati effetti avversi esponendo animali adulti di sesso femminile a livelli 3,5-4 volte superiori all’esposizione terapeutica nell’uomo alla dose di 40 mg, gli effetti potenziali delle alterazioni nella regolazione delle neurochinine sulla riproduzione non sono noti.

In uno studio di tossicità giovanile condotto su ratti trattati dal giorno 10 post-natale al giorno 63, aprepitant ha indotto un’apertura vaginale precoce negli esemplari di sesso femminile a partire da 250 mg/kg b.i.d. e una separazione ritardata del prepuzio negli esemplari di sesso maschile a partire da 10 mg/kg b.i.d. Non c’erano margini per un’esposizione clinicamente rilevante. Non sono stati evidenziati effetti correlati al trattamento sull’accoppiamento, sulla fertilità o sulla sopravvivenza embrio-fetale, né sono state riscontrate alterazioni patologiche negli organi riproduttivi. In uno studio di tossicità giovanile condotto su cani trattati dal giorno 14 post-natale al giorno 42 è stata osservata una riduzione del peso dei testicoli e delle dimensioni delle cellule di Leydig negli esemplari di sesso maschile alla dose di 6 mg/kg/die e sono stati osservati aumento del peso dell’utero, ipertrofia dell’utero e della cervice ed edema dei tessuti vaginali negli esemplari di sesso femminile a partire da 4 mg/kg/die. Non c’erano margini per un’esposizione clinicamente rilevante di aprepitant. Per il trattamento a breve termine secondo il regime posologico raccomandato si ritiene improbabile che questi dati abbiano rilevanza clinica.

6.INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1Elenco degli eccipienti

Contenuto della capsula

Saccarosio

Cellulosa microcristallina (E 460)

Idrossipropilcellulosa (E 463)

Sodio laurilsolfato

Involucro della capsula

Gelatina

Titanio diossido (E 171)

Ferro ossido giallo (E 172)

Inchiostro da stampa

Shellac

Potassio idrossido

Ferro ossido nero (E 172)

6.2Incompatibilità

Non pertinente.

6.3Periodo di validità

4 anni.

6.4Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

6.5Natura e contenuto del contenitore

Sono disponibili differenti tipi di confezioni:

Blister in alluminio con una capsula da 40 mg.

5 Blister in alluminio ciascuno con una capsula da 40 mg.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

7.TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

Merck Sharp & Dohme Ltd.

Hertford Road, Hoddesdon

Hertfordshire EN11 9BU

Regno Unito

8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE (DELLE AUTORIZZAZIONI) ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

EU/1/03/262/007

EU/1/03/262/008

9.DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/ RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 11 novembre 2003

Data del rinnovo più recente: 22 settembre 2008

10.DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web della Agenzia europea dei medicinali http://www.ema.europa.eu.

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

EMEND 165 mg capsule rigide

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni capsula contiene 165 mg di aprepitant.

Eccipiente con effetto noto

Ogni capsula contiene 165 mg di saccarosio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Capsula rigida.

Le capsule sono opache con copertura blu chiaro e un corpo bianco con “466”e “165 mg” stampati radialmente in inchiostro nero su un lato del corpo e con il logo Merck sull’altro lato.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Prevenzione della nausea e del vomito precoci e tardivi associati alla chemioterapia oncologica altamente emetogena a base di cisplatino negli adulti.

Prevenzione della nausea e del vomito associati alla chemioterapia oncologica moderatamente emetogena negli adulti.

EMEND 165 mg viene somministrato nel contesto di una terapia di associazione (vedere paragrafo 4.2).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

EMEND 165 mg viene somministrato soltanto al giorno 1, circa un’ora prima di iniziare la chemioterapia, nel contesto di un regime terapeutico che comprende un corticosteroide ed un antagonista 5-HT3.

I seguenti regimi terapeutici sono raccomandati negli adulti per la prevenzione della nausea e del vomito associati con la chemioterapia oncologica emetogena:

EMEND
Desametasone
Antagonisti 5-HT3

Regime Chemioterapico Altamente Emetogeno

 

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

Giorno 4

EMEND

165 mg per via

nessuno

nessuno

nessuno

 

orale

 

 

 

Desametasone

12 mg per via

8 mg per via

8 mg per via orale

8 mg per via orale

 

orale

orale

due volte al giorno

due volte al giorno

Antagonisti 5-H

Dose standard

nessuno

nessuno

nessuno

T3

degli

 

 

 

 

antagonisti 5-

 

 

 

 

HT3.

 

 

 

 

Vedere le

 

 

 

 

informazioni

 

 

 

 

sul prodotto

 

 

 

 

per

 

 

 

 

l’antagonista 5

 

 

 

 

-HT3

 

 

 

 

selezionato per

 

 

 

 

informazioni

 

 

 

 

sulla dose

 

 

 

 

appropriata

 

 

 

Il desametasone deve essere somministrato 30 minuti prima del trattamento chemioterapico al giorno 1 e al mattino nei giorni da 2 a 4. Il desametasone deve essere somministrato anche la sera nei giorni 3 e 4. La dose del desametasone tiene conto delle interazioni farmacologiche.

Regime Chemioterapico Moderatamente Emetogeno

Giorno 1

165 mg per via orale

12 mg per via orale

Dose standard degli antagonisti 5-HT3.

Vedere le informazioni sul prodotto per l’antagonista 5-HT3 selezionato per informazioni sulla dose appropriata

Il desametasone deve essere somministrato 30 minuti prima del trattamento chemioterapico al giorno 1. La dose del desametasone tiene conto delle interazioni farmacologiche.

I dati di efficacia sull’associazione con altri corticosteroidi e antagonisti della 5-HT3 sono limitati. Per ulteriori informazioni sulla co-somministrazione con i corticosteroidi, vedere paragrafo 4.5. Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei medicinali antagonisti 5-HT3 co-somministrati.

Fosaprepitant 150 mg, un profarmaco liofilizzato di aprepitant per somministrazione endovenosa, è disponibile anche come singola dose e può essere usata in alternativa a EMEND 165 mg per via orale.

Popolazioni speciali Anziani ( 65 anni)

Non è necessario l’aggiustamento della dose per gli anziani (vedere paragrafo 5.2).

Sesso

Non è necessario l’aggiustamento della dose in base al sesso (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione renale

Non è necessario l’aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione renale o per i pazienti con patologia renale allo stadio terminale sottoposti a emodialisi (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione epatica

Non è necessario l’aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione epatica lieve. Vi sono dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata e non vi è nessun dato nei pazienti con compromissione epatica grave. Aprepitant deve essere usato con cautela in questi pazienti (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di EMEND 165 mg nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non è stata determinata. Non ci sono dati disponibili. Altre forme farmaceutiche/altri dosaggi possono risultare più appropriati per la somministrazione in questa popolazione.

Modo di somministrazione

Le capsule rigide devono essere deglutite intere.

EMEND può essere assunto con o senza cibo.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Co-somministrazione con pimozide, terfenadina, astemizolo o cisapride (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Pazienti con compromissione epatica da moderata a grave

Vi sono dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata e nessun dato nei pazienti con compromissione epatica grave. In questi pazienti EMEND deve essere utilizzato con cautela (vedere paragrafo 5.2).

Interazioni con il CYP3A4

EMEND deve essere utilizzato con cautela in pazienti in terapia concomitante con principi attivi metabolizzati principalmente dal CYP3A4 e con un range terapeutico ristretto, quali ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, everolimus, alfentanil, alcaloidi derivati dall’ergot, fentanil e chinidina (vedere paragrafo 4.5). Inoltre la somministrazione concomitante con irinotecan deve essere affrontata con grande cautela in quanto l’associazione può dare luogo ad un incremento della tossicità.

Somministrazione concomitante con warfarin (un substrato del CYP2C9)

Nei pazienti in terapia cronica con warfarin, il rapporto internazionale normalizzato (International Normalised Ratio, INR) deve essere strettamente monitorato durante il trattamento con EMEND e per 14 giorni dopo l’uso di EMEND (vedere paragrafo 4.5).

Somministrazione concomitante con contraccettivi ormonali

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può risultare ridotta durante e 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi (vedere paragrafo 4.5).

Eccipienti

EMEND capsule contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

L’aprepitant è un substrato, un moderato inibitore ed un induttore del CYP3A4. L’aprepitant è anche un induttore del CYP2C9. Durante il trattamento con EMEND, vi è una inibizione del CYP3A4 per un massimo di 4 giorni. EMEND causa una transitoria lieve induzione del CYP2C9, del CYP3A4 e della glucuronidazione approssimativamente una settimana dopo il trattamento. L'aprepitant non sembra interagire con la glicoproteina-P di trasporto, come suggerito dalla mancanza di interazione tra aprepitant e digossina.

Effetto di aprepitant sulle farmacocinetiche di altri principi attivi

Inibizione del CYP3A4

Come inibitore moderato del CYP3A4, l’aprepitant può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei principi attivi metabolizzati dal CYP3A4 somministrati in concomitanza. L’esposizione totale dei substrati del CYP3A4 somministrati per via orale può aumentare fino a circa 3 volte per 2 giorni in seguito alla somministrazione di una singola dose da 165 mg di EMEND scendendo al valore basale approssimativamente 4 giorni dopo la dose da 165 mg di EMEND. L’effetto dell’aprepitant sulle concentrazioni plasmatiche dei substrati del CYP3A4 somministrati per via endovenosa ci si aspetta che sia minore. EMEND non deve essere utilizzato in concomitanza a pimozide, terfenadina, astemizolo o cisapride (vedere paragrafo 4.3). L’inibizione del CYP3A4 da parte dell’aprepitant potrebbe dare luogo a concentrazioni plasmatiche elevate di questi principi attivi, causa potenziale di reazioni gravi o pericolose per la vita. Si consiglia cautela nel corso della somministrazione concomitante di EMEND e dei principi attivi metabolizzati principalmente dal CYP3A4 e con un range terapeutico ristretto, quali ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, everolimus, alfentanil, diergotamina, ergotamina, fentanil e chinidina (vedere paragrafo 4.4).

Corticosteroidi

Desametasone: Non sono stati effettuati studi di interazione con aprepitant 165 mg e desametasone; tuttavia, il seguente studio con 200 mg di aprepitant deve essere preso in considerazione quando si usa EMEND 165 mg con desametasone per via orale. Aprepitant, quando somministrato come singola dose da 200 mg in stato di nutrizione (colazione standard leggera) al giorno 1 con desametasone orale, somministrato in concomitanza per via orale alla dose di 12 mg al giorno 1 e 8 mg nei giorni da 2 a 4,

ha aumentato la AUC0-24ore di desametasone di 2,1 e 2,3 volte nei giorni 1 e 2, in misura minore (aumento di 1,4 volte) al giorno 3, e non ha avuto alcun effetto al giorno 4 (1,1 volte). La dose

giornaliera di desametasone nei giorni 1 e 2 deve essere ridotta di circa il 50 % in caso di somministrazione concomitante con EMEND 165 mg al giorno 1 per ottenere esposizioni di desametasone simili a quelle ottenute quando somministrato senza EMEND 165 mg.

Metilprednisolone: Non sono stati effettuati studi di interazione con aprepitant 165 mg e metilprednisolone; tuttavia, il seguente studio con aprepitant 125 mg/80 mg deve essere tenuto in considerazione quando si usa EMEND 165 mg con metilprednisolone. EMEND, quando somministrato con un regime terapeutico di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die nei giorni 2 e 3, ha aumentato la AUC del metilprednisolone, un substrato del CYP3A4, di 1,3 volte al giorno 1 e di 2,5 volte al giorno 3, quando il metilprednisolone è stato somministrato in concomitanza per via endovenosa alla dose di 125 mg al giorno 1 e per via orale alla dose di 40 mg nei giorni 2 e 3.

Nel corso del trattamento continuato con metilprednisolone, l’AUC di metilprednisolone può subire una diminuzione tardiva entro 14 giorni dopo l’inizio della terapia con EMEND, a causa dell’effetto induttore di aprepitant sul CYP3A4. È prevedibile che tale effetto risulti più pronunciato con la somministrazione di metilprednisolone per via orale.

Medicinali chemioterapici

Non sono stati effettuati studi di interazione con aprepitant 165 mg e medicinali chemioterapici; tuttavia, in base agli studi effettuati con un regime terapeutico di 3 giorni di aprepitant per via orale e docetaxel e vinorelbina, non ci si aspetta che EMEND 165 mg abbia una interazione clinicamente rilevante con docetaxel e vinorelbina somministrate per via endovenosa. Negli studi di farmacocinetica, EMEND, quando somministrato con un regime terapeutico di 125 mg al giorno 1 e

di 80 mg/die ai giorni 2 e 3, non ha influenzato la farmacocinetica di docetaxel somministrato per via endovena al giorno 1 o di vinorelbina somministrata per via endovena al giorno 1 o al giorno 8. Poiché l’effetto di EMEND sulla farmacocinetica dei substrati del CYP3A4 somministrati per via orale è superiore all’effetto di EMEND sulla farmacocinetica dei substrati del CYP3A4 somministrati per via endovenosa, un’interazione con i medicinali chemioterapici somministrati per via orale metabolizzati principalmente o in parte dal CYP3A4 (ad es. etoposide, vinorelbina) non può essere esclusa. Si consiglia cautela ed è appropriato un ulteriore monitoraggio nei pazienti ai quali vengono somministrati medicinali metabolizzati principalmente o in parte dal CYP3A4 (vedere paragrafo 4.4). Eventi post-marketing di neurotossicità, una reazione avversa potenziale dell’ifosfamide, sono stati riportati dopo la somministrazione concomitante di aprepitant e ifosfamide.

Immunosoppressori

In seguito alla somministrazione di una singola dose da 165 mg di aprepitant, ci si aspetta un transitorio moderato aumento per due giorni possibilmente seguito da una lieve diminuzione dell’esposizione di immunosoppressori metabolizzati dal CYP3A4 (ad es. ciclosporina, tacrolimus, everolimus e sirolimus). In considerazione della breve durata dell’aumento dell’esposizione, una riduzione della dose degli immunosoppressori basata sul monitoraggio della dose terapeutica non è raccomandata nel giorno della somministrazione di EMEND 165 mg e nel giorno successivo.

Midazolam

Non sono stati effettuati studi di interazione con aprepitant 165 mg e midazolam; tuttavia, il seguente studio con 200 mg di aprepitant deve essere preso in considerazione quando si usa EMEND 165 mg con medicinali metabolizzati attraverso il CYP3A4. In uno studio con 2 mg di midazolam per via orale somministrato in concomitanza con 200 mg di aprepitant in stato di nutrizione (colazione standard leggera), l’AUC0-∞ di midazolam, un substrato sensibile del CYP3A4, è stata aumentata di 3,2 volte al giorno 1. Non ci sono stati effetti di rilevanza clinica al giorno 4 (aumento di 1,2 volte dell’AUC0-∞ di midazolam) e una lieve variazione nell’AUC0-∞ di midazolam è stata osservata al giorno 8 (riduzione del 35 %).

Gli effetti potenziali dell’aumento delle concentrazioni di midazolam o di altre benzodiazepine metabolizzate attraverso il CYP3A4 (alprazolam, triazolam) devono essere presi in considerazione in caso di somministrazione concomitante di medicinali con EMEND 165 mg.

Induzione

Come induttore lieve del CYP2C9, del CYP3A4 e della glucuronidazione, l’aprepitant può diminuire le concentrazioni plasmatiche dei substrati eliminati attraverso queste vie metaboliche. Questo effetto può risultare evidente approssimativamente 7 giorni dopo la somministrazione di una singola dose di EMEND 165 mg. L’effetto è mantenuto per alcuni giorni, in seguito diminuisce lentamente ed è clinicamente non significativo entro 14 giorni dopo la fine del trattamento con EMEND. Una dose singola di aprepitant 200 mg al giorno 1 somministrata in concomitanza con midazolam, un substrato sensibile del CYP3A4, nei giorni 1, 4 e 8 ha dato luogo a una riduzione del 35 % dell’AUC0-∞ di midazolam al giorno 8. Si prevede che EMEND 165 mg possa causare una induzione del CYP2C9, del CYP3A4, e della glucuronidazione simile rispetto a quella causata dalla somministrazione del regime terapeutico di 3 giorni di aprepitant per via orale, per il quale è stata osservata una transitoria induzione con effetto massimo dai 6 agli 8 giorni successivi alla somministrazione della prima dose di aprepitant. Il regime terapeutico di 3 giorni di aprepitant per via orale ha dato luogo ad una riduzione di circa il 30-35 % dell’AUC dei substrati del CYP2C9 e fino al 64 % di riduzione delle concentrazioni di valle dell’etinilestradiolo.

Vi è carenza di dati riguardo agli effetti sul CYP2C8 e sul CYP2C19. Si consiglia cautela quando warfarin, acenocumarolo, tolbutamide, fenitoina o altri principi attivi noti per essere metabolizzati dal CYP2C9 vengono somministrati con EMEND 165 mg.

Warfarin

Nei pazienti in terapia cronica con warfarin, il tempo di protrombina (INR) deve essere strettamente monitorato durante il trattamento e per 14 giorni dopo l’uso di EMEND 165 mg per nausea e vomito indotti da chemioterapia (vedere paragrafo 4.4). Quando una dose singola da 125 mg di EMEND è

stata somministrata al giorno 1 e una dose da 80 mg/die è stata somministrata ai giorni 2 e 3 in persone sane stabilizzate con terapia cronica con warfarin, non vi è stato alcun effetto di EMEND sulle AUC plasmatiche del R(+) o dell’(S-) warfarin determinate al giorno 3; c’è stato tuttavia un decremento del 34 % della concentrazione di valle dell’S(-) warfarin (un substrato del CYP2C9), accompagnata da una diminuzione del 14 % dell’INR 5 giorni dopo il termine del trattamento con EMEND.

Tolbutamide

EMEND, quando somministrato ad una dose da 125 mg al giorno 1 e da 80 mg/die ai giorni 2 e 3, ha diminuito l’AUC della tolbutamide (un substrato del CYP2C9) del 23 % al giorno 4, del 28% al giorno 8, e del 15 % al giorno 15, quando una dose singola di tolbutamide 500 mg è stata somministrata per via orale prima della somministrazione del regime di 3 giorni con EMEND ed ai giorni 4, 8 e 15.

Contraccettivi ormonali

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può essere ridotta nel corso e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi.

In uno studio clinico, dosaggi singoli di un contraccettivo orale contenente etinilestradiolo e noretindrone sono stati somministrati dal giorno 1 al giorno 21 con EMEND, somministrato in un regime di 125 mg al giorno 8 e 80 mg/die ai giorni 9 e 10 con ondansetron 32 mg per via endovenosa al giorno 8 e desametasone orale somministrato in dosaggi di 12 mg al giorno 8 e 8 mg/die ai giorni 9, 10 e 11. Durante i giorni da 9 a 21 in questo studio vi è stata una diminuzione fino al 64 % delle concentrazioni di valle di etinilestradiolo e una diminuzione fino al 60 % delle concentrazioni di valle del noretindrone.

Antagonisti della 5-HT3

In studi clinici di interazione, l’aprepitant, quando somministrato in un regime di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg ai giorni 2 e 3, non ha avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di ondansetron, granisetron o idrodolasetron (il metabolita attivo di dolasetron).

Effetti di altri medicinali sulla farmacocinetica di aprepitant

La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi inibitori dell’attività del CYP3A4 (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, claritromicina, telitromicina, nefazodone, e inibitori della proteasi) deve essere presa in considerazione con cautela, poiché ci si aspetta che l’associazione dia luogo ad un aumento di diverse volte delle concentrazioni plasmatiche di aprepitant (vedere paragrafo 4.4).

La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi forti induttori dell’attività del CYP3A4 (ad es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital) deve essere evitata poiché l’associazione dà luogo a riduzioni delle concentrazioni plasmatiche dell’aprepitant che possono risultare in una minore efficacia di EMEND. La somministrazione concomitante di EMEND con preparati a base di erbe contenenti l’erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) non è raccomandata.

Ketoconazolo

Con la somministrazione di una dose singola di aprepitant da 125 mg al giorno 5 di un ciclo di terapia di 10 giorni con 400 mg/die di ketoconazolo, un forte inibitore del CYP3A4, l’AUC di aprepitant è aumentata di circa 5 volte e l’emivita media terminale di aprepitant è aumentata di circa 3 volte.

Rifampicina

Con la somministrazione di una dose singola di aprepitant da 375 mg al giorno 9 di un ciclo di terapia di 14 giorni con 600 mg/die di rifampicina, un forte induttore del CYP3A4, l’AUC di aprepitant è diminuita del 91 % e l’emivita terminale media è diminuita del 68 %.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Contraccezione in maschi e femmine

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può risultare ridotta durante e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Gravidanza

Non sono disponibili dati clinici sull’uso di aprepitant durante la gravidanza. Il potenziale per la tossicità riproduttiva di aprepitant non è stato pienamente caratterizzato, in quanto non sono stati raggiunti in studi sugli animali livelli di esposizione superiori a quelli terapeutici alla dose di

125 mg/80 mg e 165 mg nell’uomo. Questi studi non hanno indicato effetti dannosi diretti o indiretti in relazione a gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). Gli effetti potenziali sulla riproduzione delle alterazioni della regolazione delle neurochine non sono noti. EMEND non deve essere utilizzato in gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento

L’aprepitant viene escreto nel latte dei ratti durante la lattazione. Non è noto se l’aprepitant viene escreto nel latte umano; l’allattamento non è pertanto raccomandato durante la terapia con EMEND.

Fertilità

Il potenziale per gli effetti di aprepitant sulla fertilità non è stato pienamente caratterizzato in quanto non sono stati raggiunti in studi sugli animali livelli di esposizione superiori a quelli terapeutici nell’uomo. Questi studi sulla fertilità non hanno indicato effetti dannosi diretti o indiretti in relazione a performance di accoppiamento, fertilità, sviluppo embrio-fetale, o conta e motilità degli spermatozoi (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

EMEND può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Dopo la somministrazione di EMEND possono verificarsi capogiri e faticabilità (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Il profilo di sicurezza di aprepitant è stato valutato in circa 6.500 adulti.

In base al profilo farmacocinetico/farmacodinamico comparabile, il trattamento orale di 1 giorno di EMEND 165 mg è previsto che abbia un profilo di sicurezza e di efficacia simile a quello del trattamento di 1 giorno di fosaprepitant 150 mg e a quello orale di 3 giorni di aprepitant in pazienti che ricevevano chemioterapia (vedere paragrafo 5.2).

Le reazioni avverse più comuni riportate con una incidenza maggiore nei pazienti adulti sottoposti al trattamento orale di 3 giorni di aprepitant rispetto al trattamento con la terapia standard in pazienti che ricevevano un trattamento chemioterapico altamente emetogeno (HEC) sono state: singhiozzo (4,6 % versus 2,9 %), aumento della alanina amino transferasi (ALT) (2,8 % versus 1,1 %), dispepsia (2,6 % versus 2,0 %), stipsi (2,4 % versus 2,0 %), cefalea (2,0 % versus 1,8 %), e diminuzione dell’appetito (2,0 % versus 0,5 %). La reazione avversa più comune riportata con incidenza superiore nei pazienti sottoposti al trattamento orale di 3 giorni di aprepitant rispetto alla terapia standard in pazienti che ricevevano un trattamento chemioterapico moderatamente emetogeno (MEC) è stata la faticabilità (1,4 % versus 0,9 %).

Tabella delle reazioni avverse

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate in un’analisi combinata degli studi con HEC e con MEC con incidenza maggiore con aprepitant rispetto a quella riportata con terapia standard negli adulti o nell’uso post-marketing:

Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) e molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e

Reazione avversa

Frequenza

organi

 

 

Infezioni ed infestazioni

candidiasi, infezioni da stafilococco

raro

Patologie del sistema

neutropenia febbrile, anemia

non comune

emolinfopoietico

 

 

Disturbi del sistema

reazioni di ipersensibilità incluse reazioni

non nota

immunitario

anafilattiche

 

Disturbi del metabolismo e

diminuzione dell’appetito

comune

della nutrizione

 

 

polidipsia

raro

 

 

 

 

Disturbi psichiatrici

ansia

non comune

 

disorientamento, umore euforico

raro

Patologie del sistema nervoso

cefalea

comune

 

 

 

 

capogiri, sonnolenza

non comune

 

 

 

 

disturbi cognitivi, letargia, disgeusia

raro

 

 

 

Patologie dell’occhio

congiuntivite

raro

Patologie dell’orecchio e del

tinnito

raro

labirinto

 

 

Patologie cardiache

palpitazioni,

non comune

 

bradicardia, disordine cardiovascolare

raro

Patologie vascolari

vampate di calore

non comune

Patologie respiratorie, toraciche

singhiozzo

comune

e mediastiniche

 

 

dolore orofaringeo, starnuto, tosse, perdita

raro

 

 

retronasale, irritazione alla gola

 

Patologie gastrointestinali

stipsi, dispepsia

comune

 

eruttazione, nausea*, vomito*, malattia da

non comune

 

reflusso gastroesofageo, dolore addominale,

 

 

secchezza della bocca, flatulenza

 

 

 

 

 

perforazione dell’ulcera duodenale, stomatite,

raro

 

distensione addominale, feci dure, colite

 

 

neutropenica

 

 

 

 

Patologie della cute e del

eruzione cutanea, acne

non comune

tessuto sottocutaneo

 

 

reazione di fotosensibilità, iperidrosi,

raro

 

 

seborrea, lesione cutanea, eruzione cutanea

 

 

pruriginosa, sindrome di

 

 

Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica

 

 

prurito, orticaria

non nota

 

 

 

Patologie del sistema

debolezza muscolare, spasmi muscolari

raro

muscoloscheletrico e del tessuto

 

 

connettivo

 

 

Patologie renali e urinarie

disuria

non comune

 

pollachiuria

raro

Classificazione per sistemi e

Reazione avversa

Frequenza

organi

 

 

Patologie sistemiche e

faticabilità

comune

condizioni relative alla sede di

 

 

astenia, malessere

non comune

somministrazione

edema, fastidio al torace, disturbo della

raro

 

 

deambulazione

 

Esami diagnostici

aumenti della ALT

comune

 

aumenti della AST, aumento della fosfatasi

non comune

 

alcalina ematica

 

 

presenza di emazie nelle urine, diminuzione

raro

 

del sodio ematico, calo ponderale,

 

 

diminuzione del numero dei neutrofili,

 

 

presenza di glucosio nelle urine, aumentata

 

 

emissione di urine

 

*Nausea e vomito erano parametri di efficacia nei primi 5 giorni successivi al trattamento chemioterapico e sono stati riportati come eventi avversi solo successivamente.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

I profili delle reazioni avverse negli adulti nell’estensione a ciclo multiplo di studi con HEC e MEC fino a 6 cicli addizionali di chemioterapia sono stati generalmente simili a quelli osservati nel ciclo 1.

In un ulteriore studio clinico con controllo attivo in 1.169 pazienti adulti che ricevevano il trattamento orale di 3 giorni di aprepitant e HEC, il profilo delle reazioni avverse è stato generalmente simile a quello visto negli altri studi con HEC con il trattamento orale di 3 giorni di aprepitant.

Ulteriori reazioni avverse sono state osservate nei pazienti trattati con aprepitant per la nausea ed il vomito postoperatori (PONV) ad un’incidenza superiore a quella riportata con ondansetron: dolore addominale alto, anormalità del reperto auscultatorio dell’addome, stipsi*, disartria, dispnea, ipoestesia, insonnia, miosi, nausea, disturbi del sensorio, fastidio gastrico, sub-occlusione*, riduzione dell’acutezza visiva, sibilo respiratorio.

*Riportate in pazienti che assumevano una dose più alta di aprepitant.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, il trattamento con EMEND deve essere interrotto, devono essere messe in atto misure di supporto generali e il paziente deve essere monitorato. A causa degli effetti antiemetici di aprepitant, l’emesi indotta farmacologicamente può non risultare efficace.

Aprepitant non può essere rimosso con l’emodialisi.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antiemetici ed antinausea, codice ATC: A04AD12

L’aprepitant è un antagonista selettivo ad alta affinità per i recettori della neurochinina 1 (NK1) della sostanza P umana. Fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant, quando somministrato per via endovenosa è rapidamente convertito in aprepitant.

In base al profilo farmacocinetico/farmacodinamico comparabile, il trattamento orale di 1 giorno di EMEND 165 mg è previsto che abbia un profilo di efficacia simile al trattamento di 1 giorno di fosaprepitant 150 mg e a quello orale di 3 giorni di aprepitant (vedere paragrafo 5.2).

Trattamento di 3 giorni di aprepitant negli adulti

In 2 studi randomizzati, in doppio cieco su di un totale di 1.094 pazienti adulti trattati con chemioterapia che includeva il cisplatino 70 mg/m2, aprepitant in associazione con un trattamento con ondansetron/desametasone (vedere paragrafo 4.2) è stato paragonato ad una terapia standard (placebo più ondansetron 32 mg endovena somministrato al giorno 1 più desametasone 20 mg per via orale al giorno 1 ed 8 mg per via orale due volte al giorno ai giorni 2 e 4). Sebbene negli studi clinici sia stata usata una dose endovenosa da 32 mg di ondansetron, questa non è più la dose raccomandata. Vedere le informazioni sul prodotto per l’antagonista 5-HT3 selezionato per informazioni sulla dose appropriata.

L’efficacia è stata basata sulla valutazione della seguente misura composita: risposta completa (definita come assenza di episodi di emesi e nessun uso di terapia di salvataggio) principalmente nel corso del ciclo 1. I risultati sono stati valutati per ciascuno studio individuale e per i due studi combinati.

Un riassunto dei principali risultati degli studi sulla base dell’analisi combinata è illustrato nella Tabella 1.

Tabella 1

Percentuale di pazienti adulti che hanno ricevuto un trattamento chemioterapico altamente emetogeno e che hanno risposto al trattamento per gruppo e fase di trattamento - Ciclo 1

 

Aprepitant

Terapia Standard

 

Differenze*

MISURE COMPOSITE DI

(N= 521)

(N= 524)

 

 

VALUTAZIONE

%

%

%

(IC al 95%)

Risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

67,7

47,8

19,9

(14,0; 25,8)

0-24 ore

86,0

73,2

12,7

(7,9; 17,6)

25-120 ore

71,5

51,2

20,3

(14,5; 26,1)

MISURE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

71,9

49,7

22,2

(16,4; 28,0)

0-24 ore

86,8

74,0

12,7

(8,0; 17,5)

25-120 ore

76,2

53,5

22,6

(17,0; 28,2)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-100 mm)

Totale (0-120 ore)

72,1

64,9

7,2

(1,6; 12,8)

25-120 ore

74,0

66,9

7,1

(1,5; 12,6)

*Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per sesso e chemioterapia concomitante, precedentemente inclusi nella analisi primaria delle odd ratio e dei modelli logistici.

Un paziente nel gruppo di trattamento con Aprepitant ha avuto soltanto dati relativi alla fase acuta ed

èstato escluso dall’analisi globale e da quella della fase ritardata; un paziente nel gruppo di trattamento Standard ha avuto dati solo nella fase ritardata ed è stato escluso dall’analisi globale e dalla analisi della fase acuta.

Il periodo di tempo stimato per il primo episodio di emesi nell’analisi combinata è illustrato dalla curva di Kaplan-Meier nella Figura 1.

Figura 1

Percentuale di pazienti adulti in trattamento chemioterapico altamente emetogeno senza emesi nell’intervallo di tempo considerato – Ciclo 1

Percentuale di pazienti

100%

Aprepita nt (N=520)

 

Terapia standard (N=523)

90%

80%

70%

60%

50%

40%

Tempo (ore)

Differenze di efficacia statisticamente significative sono state osservate anche in ciascuno dei 2 studi individuali.

Nei medesimi 2 studi clinici, 851 pazienti adulti hanno continuato nell’estensione a ciclo multiplo fino a 5 ulteriori cicli di chemioterapia. L’efficacia della terapia con aprepitant è stata apparentemente mantenuta durante tutti i cicli.

In uno studio randomizzato, in doppio cieco, su un totale di 866 pazienti adulti (864 donne e

2 uomini) che ricevevano un trattamento chemioterapico con ciclofosfamide 750-1.500 mg/m2, o ciclofosfamide 500-1.500 mg/m2 e doxorubicina (≤ 60 mg/m2) o epirubicina (≤ 100 mg/m2), l’aprepitant in associazione con ondansetron/desametasone (vedere paragrafo 4.2) è stato confrontato con la terapia standard [placebo più ondansetron 8 mg per via orale (due volte il giorno 1, e ogni

12 ore nei giorni 2 e 3) più desametasone 20 mg per via orale il giorno 1].

L’efficacia è stata valutata sulla base di una misura composita: risposta completa (definita come assenza di episodi di emesi e non utilizzo di terapia di salvataggio) principalmente durante il ciclo 1.

Un riassunto dei risultati chiave dello studio è mostrato nella Tabella 2.

Tabella 2

Percentuale di pazienti adulti che hanno risposto al trattamento per gruppo e fase di trattamento – Ciclo 1 trattamento chemioterapico moderatamente emetogeno

MISURE COMPOSITE DI

Aprepitant

Terapia Standard

 

Differenze*

VALUTAZIONE

(N= 433)

(N= 424)

 

 

 

%

%

%

(IC al 95%)

Risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

50,8

42,5

8,3

(1,6; 15,0)

0-24 ore

75,7

69,0

6,7

(0,7; 12,7)

25-120 ore

55,4

49,1

6,3

(-0,4; 13,0)

MISURE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

75,7

58,7

17,0

(10,8; 23,2)

0-24 ore

87,5

77,3

10,2

(5,1; 15,3)

25-120 ore

80,8

69,1

11,7

(5,9; 17,5)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-100 mm)

Totale (0-120 ore)

60,9

55,7

5,3

(-1,3; 11,9)

0-24 ore

79,5

78,3

1,3

(-4,2; 6,8)

25-120 ore

65,3

61,5

3,9

(-2,6; 10,3)

*Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per categorie di età (< 55 anni,

55 anni) e gruppo di ricercatori inclusi nella analisi primaria delle odd ratio e dei modelli logistici.

Un paziente nel gruppo di trattamento con aprepitant ha avuto soltanto dati relativi alla fase acuta ed è stato escluso dall’analisi globale e da quella della fase ritardata.

Nello stesso studio clinico, 744 pazienti adulti hanno continuato l’estensione a ciclo multiplo fino a 3 ulteriori cicli di chemioterapia. L’efficacia della terapia con aprepitant è stata apparentemente mantenuta durante tutti i cicli.

In un secondo studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, il trattamento con aprepitant è stato confrontato con la terapia standard in 848 pazienti adulti (652 donne, 196 uomini) che ricevevano un trattamento chemioterapico con qualsiasi dose endovenosa di oxaliplatino, carboplatino, epirubicina, idarubicina, ifosfamide, irinotecan,

daunorubicina, doxorubicina; ciclofosfamide E.V. (< 1.500 mg/m2); o citarabina E.V. (> 1 g/m2). I pazienti in trattamento con aprepitant ricevevano un trattamento chemioterapico per vari tipi di tumore comprendendo il 52 % dei pazienti con cancro della mammella, il 21 % con vari tipi di cancro gastrointestinale compreso il cancro colorettale, il 13 % con cancro polmonare e il 6 % con vari tipi di cancro ginecologico. L’aprepitant in associazione con ondansetron/desametasone (vedere

paragrafo 4.2) è stato confrontato con la terapia standard [placebo in associazione con ondansetron 8 mg per via orale (due volte il giorno 1, e ogni 12 ore nei giorni 2 e 3) più desametasone 20 mg per via orale il giorno 1].

L’efficacia è stata basata sulla valutazione dei seguenti endpoint primari e secondari chiave: assenza di vomito nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia), valutazione della sicurezza e della tollerabilità del trattamento della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia (CINV) con aprepitant, e risposta completa (definita come assenza di vomito e di terapia di salvataggio) nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia). Inoltre, l’assenza di nausea significativa nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia) è stata valutata come un endpoint esploratorio, sia nella fase acuta che in quella ritardata come analisi post-hoc.

Un riassunto dei risultati chiave dello studio è mostrato nella Tabella 3.

Tabella 3

Percentuale di pazienti adulti che hanno risposto al trattamento per gruppo di trattamento e fase per lo Studio 2 – Ciclo 1 chemioterapia moderatamente emetogena

Aprepitant

Terapia

 

Differenze*

 

Standard

 

 

(N= 425)

(N= 406)

 

 

%

%

%

(IC al 95 %)

Risposta Completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

68,7

56,3

12,4

(5,9; 18,9)

0-24 ore

89,2

80,3

8,9

(4,0; 13,8)

25-120 ore

70,8

60,9

9,9

(3,5; 16,3)

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di

 

terapia di salvataggio)

 

 

 

 

Totale (0-120 ore)

76,2

62,1

14,1

(7,9; 20,3)

0-24 ore

92,0

83,7

8,3

(3,9; 12,7)

25-120 ore

77,9

66,8

11,1

(5,1; 17,1)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-

 

100 mm)

 

 

 

 

Totale (0-120 ore)

73,6

66,4

7,2

(1,0; 13,4)

0-24 ore

90,9

86,3

4,6

(0,2, 9,0)

25-120 ore

74.9

69,5

5,4

(-0.7, 11,5)

*Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per sesso e regione, che sono stati inclusi nella analisi primaria usando dei modelli logistici.

Il beneficio della terapia di associazione con aprepitant nell’intera popolazione in studio è stato principalmente guidato dai risultati osservati in pazienti con scarso controllo con terapia standard come nelle donne, anche se i risultati sono stati numericamente superiori indipendentemente da età, tipo di tumore o sesso. La risposta completa al trattamento con aprepitant e con terapia standard è stata raggiunta rispettivamente in 209 su 324 (65 %) e 161 su 320 (50 %) donne ed in 83 su 101 (82 %) e 68 su 87 (78 %) uomini.

Trattamento di 1 giorno di fosaprepitant 150 mg negli adulti

In uno studio randomizzato, parallelo, in doppio cieco, con medicinale di controllo attivo, fosaprepitant 150 mg (N=1.147) è stato confrontato con un regime terapeutico di 3 giorni di aprepitant (N=1.175) in pazienti adulti che ricevevano una HEC che comprendeva cisplatino (≥ 70 mg/m2). Il regime terapeutico con fosaprepitant era costituito da fosaprepitant 150 mg al giorno 1 in associazione con ondansetron 32 mg endovena al giorno 1 e desametasone 12 mg al giorno 1, 8 mg al giorno 2, e

8 mg due volte al giorno ai giorni 3 e 4. Il regime terapeutico con aprepitant era costituito da aprepitant 125 mg al giorno 1 e 80 mg/die ai giorni 2 e 3 in associazione con ondansetron 32 mg endovena al giorno 1 e desametasone 12 mg al giorno 1 e 8 mg al giorno ai giorni da 2 a 4. Fosaprepitant placebo, aprepitant placebo, e desametasone placebo (la sera ai giorni 3 e 4) sono stati usati per mantenere lo studio in cieco (vedere paragrafo 4.2). Sebbene negli studi clinici sia stata usata una dose endovenosa da 32 mg di ondansetron, questa non è più la dose raccomandata. Vedere le informazioni sul prodotto per l’antagonista 5-HT3 selezionato per informazioni sulla dose appropriata.

L’efficacia è stata basata sulla valutazione delle seguenti misure composite: risposta completa nelle fasi totale e ritardata e assenza di vomito nella fase totale. Fosaprepitant 150 mg è stato dimostrato essere non inferiore al regime terapeutico di 3 giorni di aprepitant. Un riassunto degli endpoint primario e secondario è riportato nella Tabella 4.

Tabella 4

Percentuale di pazienti adulti che hanno ricevuto un trattamento chemioterapico altamente emetogeno e che hanno risposto al trattamento per gruppo e fase di trattamento - Ciclo 1

ENDPOINT*

Fosaprepitant

Aprepitant

Differenza

 

(N =1.106) **

(N =1.134) **

(IC al 95 %)

 

%

%

 

 

 

 

 

Risposta Completa

 

 

 

Totale§

71,9

72,3

-0,4 (-4,1, 3,3)

Fase ritardata §§

74,3

74,2

0,1 (-3,5, 3,7)

Assenza di vomito

 

 

 

Totale§

72,9

74,6

-1,7 (-5,3, 2,0)

* L’endpoint primario è scritto in neretto.

**N: Numero di pazienti inclusi nell’analisi primaria della risposta completa.

†Differenza e intervallo di confidenza (IC) sono stati calcolati usando il metodo proposto da Miettinen e Nurminene e sono stati aggiustati per sesso.

‡Risposta completa = assenza di vomito e di terapia di salvataggio.

§Totale = da 0 a 120 ore successive all’inizio della chemioterapia con cisplatino.

§§Fase ritardata = da 25 a 120 ore successive all’inizio della chemioterapia con cisplatino.

Popolazione pediatrica

Sono in corso studi per valutare l’uso di aprepitant in pazienti pediatrici (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

L’aprepitant presenta una farmacocinetica non lineare. Sia la clearance che la biodisponibilità assoluta diminuiscono con l’aumentare della dose.

Assorbimento

La AUC0-∞ di aprepitant a seguito della somministrazione orale di 165 mg è stata equivalente alla AUC0-∞ di 150 mg di fosaprepitant somministrati per via endovenosa, mentre la Cmax è stata di 2,4 volte più bassa.

A seguito di una singola dose orale di aprepitant 165 mg a volontari sani, la AUC0-∞ media di aprepitant è stata di 32,5 µg ora/mL e la concentrazione massima media di aprepitant è stata di 1,67 µg/mL.

La concentrazione plasmatica media di picco (Cmax) di aprepitant si è verificata a circa 4 ore (tmax). La somministrazione per via orale della capsula con una prima colazione standard leggera e con una prima colazione ricca di grassi ha dato luogo ad un aumento fino all’8 % e fino al 47 % nell’AUC0-∞ di aprepitant, rispettivamente. Questo aumento non viene ritenuto rilevante dal punto di vista clinico.

Distribuzione

L’aprepitant è legato in larga misura con le proteine, con una media del 97 %. Il volume geometrico medio apparente di distribuzione allo stato stazionario (Vdss) è di circa 66 L nell’uomo.

Biotrasformazione

L’aprepitant viene ampiamente metabolizzato. In giovani adulti sani, è ascrivibile ad aprepitant circa il 19 % della radioattività presente nel plasma nel corso delle 72 ore successive alla somministrazione di una singola dose endovenosa da 100 mg di [14C]-fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant, indice di una sostanziale presenza di metaboliti nel plasma. Nel plasma umano sono stati identificati dodici metaboliti di aprepitant. Il metabolismo di aprepitant avviene in larga misura attraverso l’ossidazione

a livello dell’anello morfolinico e delle sue catene laterali ed i metaboliti risultanti avevano solo una debole evidenza di attività. Studi in vitro con microsomi epatici umani indicano che l’aprepitant viene metabolizzato principalmente attraverso il CYP3A4 con potenziali contributi minori da parte del CYP1A2 e del CYP2C19.

Eliminazione

L’aprepitant non viene escreto immodificato nelle urine. I metaboliti sono escreti nelle urine e nelle feci attraverso l’escrezione biliare. Dopo una dose singola endovena da 100 mg di [14C]-fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant, a persone sane, il 57 % della radioattività è stata rinvenuta a livello urinario ed il 45 % a livello fecale.

La clearance plasmatica dell’aprepitant è dose dipendente, diminuisce all’aumentare della dose e varia da circa 60 a 72 mL/min all’interno della finestra terapeutica. L’emivita terminale è compresa approssimativamente tra 9 e 13 ore.

Farmacocinetica in popolazioni speciali

Anziani: a seguito della somministrazione orale di 125 mg di aprepitant in dose singola al giorno 1 e di 80 mg una volta al giorno nei giorni da 2 a 5, l’AUC0-24h di aprepitant è risultata superiore del 21 % al giorno 1 e del 36% al giorno 5 negli anziani ( 65 anni) rispetto ai giovani adulti. La Cmax è risultata superiore del 10 % al giorno 1 e del 24 % al giorno 5 negli anziani rispetto ai giovani adulti. Queste differenze non sono considerate clinicamente significative. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND nei pazienti anziani.

Sesso: a seguito della somministrazione orale di 125 mg di aprepitant in dose singola, la Cmax di aprepitant è risultata superiore del 16 % nelle donne rispetto agli uomini. L’emivita di aprepitant è inferiore del 25 % nelle donne rispetto agli uomini e il suo tmax viene raggiunto all’incirca allo stesso tempo. Queste differenze non sono ritenute clinicamente significative. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND in base al sesso.

Compromissione epatica: la compromissione epatica lieve (Child-Pugh classe A) non influenza la farmacocinetica di aprepitant in misura clinicamente rilevante. Per i pazienti con compromissione epatica lieve non è necessario alcun aggiustamento della dose. Sulla base dei dati attualmente disponibili non è possibile trarre conclusioni sull’effetto della compromissione epatica moderata (Child-Pugh classe B) sulla farmacocinetica di aprepitant. Non vi sono dati clinici o di farmacocinetica in pazienti con compromissione epatica grave (Child-Pugh classe C).

Compromissione renale: è stata somministrata una dose singola di aprepitant da 240 mg a pazienti con compromissione renale grave (CrCl < 30 mL/min) ed ai pazienti con patologia renale allo stadio terminale (ESRD) per i quali era richiesta l’emodialisi.

In pazienti con compromissione renale grave l’AUC0- dell’aprepitant totale (non legato e legato alle proteine) è diminuita del 21 % e la Cmax è diminuita del 32 % rispetto a persone sane. Nei pazienti con ESRD sottoposti ad emodialisi, l’AUC0- dell’aprepitant totale è diminuita del 42 % e la Cmax è diminuita del 32 %. A causa delle diminuzioni modeste nel legame proteico di aprepitant nei pazienti con patologia renale, l’AUC di aprepitant non legato farmacologicamente attivo non è stata modificata significativamente nei pazienti con compromissione renale rispetto alle persone sane. Il trattamento emodialitico condotto 4 o 48 ore dopo la somministrazione non ha avuto effetti significativi sulla farmacocinetica di aprepitant; meno dello 0,2 % della dose è stata rinvenuta nel dializzato.

Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND per i pazienti con compromissione renale o per i pazienti con ESRD sottoposti ad emodialisi.

Relazione fra concentrazione ed effetto

Studi con la tomografia ad emissione di positroni (PET) su uomini sani giovani condotti utilizzando traccianti altamente specifici per i recettori NK1 hanno mostrato che aprepitant penetra a livello

dell’encefalo ed occupa i recettori NK1 in misura dipendente dalla dose e dalla concentrazione nel plasma. Si calcola che le concentrazioni plasmatiche di aprepitant raggiunte con il ciclo terapeutico di 3 giorni con EMEND diano luogo ad una occupazione dei recettori NK1 cerebrali superiore al 95 %.

Uno studio con PET su uomini sani giovani cui veniva somministrato una singola dose orale di 165 mg di aprepitant o una singola dose endovenosa di 150 mg di fosaprepitant ha dimostrato una

occupazione dei recettori NK1 cerebrali simile al tmax, (≥ 99 %), 24 ore (≥ 99 %), 48 ore (≥ 97 %), e 120 ore (da 37 a 76 %) dopo la somministrazione della dose. L’occupazione dei recettori NK1

cerebrali da parte di aprepitant si correla bene con le concentrazioni plasmatiche di aprepitant.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici rivelano assenza di rischi speciali per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosaggi singoli e ripetuti, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva e tossicità dello sviluppo. Si deve notare, tuttavia, che l’esposizione sistemica nei roditori è risultata simile o anche minore dell’esposizione terapeutica nell’uomo ai dosaggi di 125 mg/80 mg e 165 mg. In particolare, sebbene negli studi sulla riproduzione non siano stati osservati effetti avversi ai livelli di esposizione nell’uomo, le esposizioni negli animali non sono sufficienti per elaborare una adeguata valutazione del rischio nell’uomo.

In uno studio di tossicità giovanile condotto su ratti trattati dal giorno 10 post-natale al giorno 63, aprepitant ha indotto un’apertura vaginale precoce negli esemplari di sesso femminile a partire da 250 mg/kg b.i.d. e una separazione ritardata del prepuzio negli esemplari di sesso maschile a partire da 10 mg/kg b.i.d. Non c’erano margini per un’esposizione clinicamente rilevante. Non sono stati evidenziati effetti correlati al trattamento sull’accoppiamento, sulla fertilità o sulla sopravvivenza embrio-fetale, né sono state riscontrate alterazioni patologiche negli organi riproduttivi. In uno studio di tossicità giovanile condotto su cani trattati dal giorno 14 post-natale al giorno 42 è stata osservata una riduzione del peso dei testicoli e delle dimensioni delle cellule di Leydig negli esemplari di sesso maschile alla dose di 6 mg/kg/die e sono stati osservati aumento del peso dell’utero, ipertrofia dell’utero e della cervice ed edema dei tessuti vaginali negli esemplari di sesso femminile a partire da 4 mg/kg/die. Non c’erano margini per un’esposizione clinicamente rilevante di aprepitant. Per un trattamento a breve termine secondo il regime posologico raccomandato si ritiene improbabile che questi dati abbiano rilevanza clinica.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto della capsula

Saccarosio

Cellulosa microcristallina (E 460)

Idrossipropilcellulosa (E 463)

Sodio laurilsolfato

Involucro della capsula

Gelatina

Titanio diossido (E 171)

Indigotina (E 132)

Inchiostro da stampa

Gommalacca

Potassio idrossido

Ferro ossido nero (E 172)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

4 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in alluminio con una capsula da 165 mg.

6 blister in alluminio ciascuno con una capsula da 165 mg.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Merck Sharp & Dohme Ltd.

Hertford Road, Hoddesdon

Hertfordshire EN11 9BU

Regno Unito

8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE (DELLE AUTORIZZAZIONI) ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

EU/1/03/262/009

EU/1/03/262/010

9.DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 11 novembre 2003

Data del rinnovo più recente: 22 settembre 2008

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web della Agenzia Europea dei Medicinali : http://www.ema.europa.eu.

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

EMEND 125 mg capsule rigide

EMEND 80 mg capsule rigide

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni capsula da 125 mg contiene 125 mg di aprepitant. Ogni capsula da 80 mg contiene 80 mg di aprepitant.

Eccipiente con effetto noto

Ogni capsula contiene 125 mg di saccarosio (nella capsula da 125 mg).

Eccipiente con effetto noto

Ogni capsula contiene 80 mg di saccarosio (nella capsula da 80 mg).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Capsula rigida.

Le capsule da 125 mg sono opache con corpo bianco e copertura rosa con “462” e “125 mg” stampati radialmente sul corpo in inchiostro nero. Le capsule da 80 mg sono opache con corpo bianco e copertura con “461”e “80 mg” stampati radialmente sul corpo in inchiostro nero.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Prevenzione della nausea e del vomito associati a chemioterapia oncologica altamente e moderatamente emetogena in adulti e adolescenti dai 12 anni.

EMEND 125 mg/80 mg viene somministrato nel contesto di una terapia di associazione (vedere paragrafo 4.2).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Adulti

EMEND viene somministrato per 3 giorni nel contesto di un regime terapeutico che comprende un corticosteroide ed un antagonista 5-HT3. La dose raccomandata è di 125 mg per via orale in monosomministrazione giornaliera un’ora prima di iniziare la chemioterapia al giorno 1 e di 80 mg per via orale in monosomministrazione giornaliera nei giorni 2 e 3 al mattino.

I seguenti regimi terapeutici sono raccomandati negli adulti per la prevenzione di nausea e vomito associati con la chemioterapia oncologica emetogena:

Regime chemioterapico altamente emetogeno

 

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

Giorno 4

EMEND

125 mg per via

80 mg per via

80 mg per via

nessuno

 

orale

orale

orale

 

Desametasone

12 mg per via

8 mg per via

8 mg per via

8 mg per via

 

orale

orale

orale

orale

 

 

 

 

 

Antagonisti 5-HT3

Dose standard

nessuno

nessuno

nessuno

 

degli

 

 

 

 

antagonisti 5-HT3.

 

 

 

 

Vedere le

 

 

 

 

informazioni sul

 

 

 

 

prodotto per

 

 

 

 

l’antagonista 5-H

 

 

 

 

T3 selezionato per

 

 

 

 

informazioni sulla

 

 

 

 

dose appropriata

 

 

 

Il desametasone deve essere somministrato 30 minuti prima del trattamento chemioterapico al giorno 1 ed al mattino nei giorni dal 2 al 4. La dose del desametasone tiene conto delle interazioni farmacologiche.

Regime chemioterapico moderatamente emetogeno

 

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

EMEND

125 mg per via orale

80 mg per via orale

80 mg per via

 

 

 

orale

Desametasone

12 mg per via orale

nessuno

nessuno

Antagonisti 5-HT3

Dose standard degli

nessuno

nessuno

 

antagonisti 5-HT3.

 

 

 

Vedere le informazioni

 

 

 

sul prodotto per

 

 

 

l’antagonista 5-HT3

 

 

 

selezionato per

 

 

 

informazioni sulla dose

 

 

 

appropriata

 

 

Il desametasone deve essere somministrato 30 minuti prima del trattamento chemioterapico al giorno 1. La dose del desametasone tiene conto delle interazioni farmacologiche.

Popolazione pediatrica

Adolescenti (dai 12 ai 17 anni di età)

EMEND viene somministrato per 3 giorni nel contesto di un regime terapeutico che comprende un antagonista 5-HT3. La dose raccomandata per EMEND in capsule è di 125 mg per via orale il giorno 1 e 80 mg per via orale nei giorni 2 e 3. EMEND viene somministrato per via orale 1 ora prima della chemioterapia nei giorni 1, 2 e 3. Se la chemioterapia non viene somministrata nei giorni 2 e 3, EMEND deve essere somministrato al mattino. Vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) dell’antagonista 5-HT3 selezionato per informazioni sul dosaggio appropriato. Se insieme a EMEND viene co-somministrato un corticosteroide, come ad esempio il desametasone, la dose del corticosteroide deve essere somministrata al 50 % della dose usuale (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

La sicurezza e l’efficacia della capsula da 80 mg e della capsula da 125 mg non sono state dimostrate in bambini di età inferiore ai 12 anni. Non ci sono dati disponibili. Per informazioni sul dosaggio appropriato nei lattanti, nei bambini che muovono i primi passi e nei bambini da 6 mesi a meno di 12 anni di età, vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto relativo alla polvere per sospensione orale.

Generale

I dati di efficacia sull’associazione con altri corticosteroidi ed antagonisti della 5-HT3 sono limitati. Per ulteriori informazioni sulla co-somministrazione con i corticosteroidi, vedere paragrafo 4.5. Fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto dei medicinali antagonisti 5-HT3 co-somministrati.

Popolazioni speciali Anziani ( 65 anni)

Non è richiesto aggiustamento della dose per gli anziani (vedere paragrafo 5.2).

Sesso

Non è richiesto aggiustamento della dose in relazione al sesso (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità renale

Non è necessario l’aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione renale o per i pazienti con patologia renale allo stadio terminale sottoposti ad emodialisi (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità epatica

Non è necessario aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione epatica lieve. Vi sono dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata e non vi è nessun dato nei pazienti con compromissione epatica grave. Aprepitant deve essere usato con cautela in questi pazienti (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Modo di somministrazione

Le capsule rigide devono essere deglutite intere.

EMEND può essere assunto con o senza cibo.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Co-somministrazione con pimozide, terfenadina, astemizolo o cisapride (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Pazienti con compromissione epatica da moderata a grave

Vi sono dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata e nessun dato nei pazienti con compromissione epatica grave. In questi pazienti EMEND deve essere utilizzato con cautela (vedere paragrafo 5.2).

Interazioni con il CYP3A4

EMEND deve essere utilizzato con cautela in pazienti in terapia orale concomitante con principi attivi metabolizzati principalmente dal CYP3A4 e con un range terapeutico ristretto, quali ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, everolimus, alfentanil, alcaloidi derivati dall’ergot, fentanil e chinidina (vedere paragrafo 4.5). Inoltre la somministrazione concomitante con irinotecan deve essere affrontata con grande cautela in quanto l’associazione può dare luogo ad un incremento della tossicità.

Somministrazione concomitante con warfarin (un substrato del CYP2C9)

Nei pazienti in terapia cronica con warfarin, il rapporto internazionale normalizzato (International Normalised Ratio, INR) deve essere strettamente monitorato durante il trattamento con EMEND e per 14 giorni dopo ogni ciclo di trattamento di 3 giorni con EMEND (vedere paragrafo 4.5).

Somministrazione concomitante con contraccettivi ormonali

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può risultare ridotta durante e 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la

somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi (vedere paragrafo 4.5).

Eccipienti

EMEND capsule contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

L’aprepitant (125 mg/80 mg) è un substrato, un moderato inibitore ed un induttore del CYP3A4. L’aprepitant è anche un induttore del CYP2C9. Durante il trattamento con EMEND vi è una inibizione del CYP3A4. Dopo la conclusione del trattamento, EMEND causa una transitoria lieve induzione del CYP2C9, del CYP3A4 e della glucuronidazione. L’aprepitant non sembra interagire con la glicoproteina-P di trasporto, come suggerito dalla mancanza di interazione tra aprepitant e digossina.

Effetto di aprepitant sulle farmacocinetiche di altri principi attivi

Inibizione del CYP3A4

Come inibitore moderato del CYP3A4, l’aprepitant (125 mg/80 mg) può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei principi attivi metabolizzati dal CYP3A4 somministrati in concomitanza. L’esposizione totale dei substrati del CYP3A4 somministrati per via orale in concomitanza può aumentare fino a circa 3 volte durante il trattamento di 3 giorni con EMEND; l’effetto atteso dell’aprepitant sulle concentrazioni plasmatiche dei substrati del CYP3A4 somministrati per via endovenosa ci si aspetta che sia minore. EMEND non deve essere utilizzato in concomitanza con pimozide, terfenadina, astemizolo o cisapride (vedere paragrafo 4.3). L’inibizione del CYP3A4 da parte dell’aprepitant può risultare in concentrazioni plasmatiche elevate di questi principi attivi, causa potenziale di reazioni gravi e pericolose per la vita. Si consiglia cautela nel corso della somministrazione concomitante di EMEND e dei principi attivi somministrati per via orale metabolizzati principalmente dal CYP3A4 e con un range terapeutico ristretto, quali ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, everolimus, alfentanil, diergotamina, ergotamina, fentanil e chinidina (vedere paragrafo 4.4).

Corticosteroidi

Desametasone: la dose orale abituale di desametasone deve essere ridotta di circa il 50 % in caso di somministrazione concomitante di regime terapeutico con EMEND 125 mg/80 mg. La dose di desametasone negli studi clinici su nausea e vomito indotti da chemioterapia è stata scelta tenendo conto delle interazioni farmacologiche (vedere paragrafo 4.2). EMEND, somministrato con un regime terapeutico di 125 mg con 20 mg di desametasone in associazione per via orale al giorno 1, ed EMEND somministrato alla dose di 80 mg/die con 8 mg di desametasone in associazione per via orale dal giorno 2 al giorno 5, ha aumentato la AUC di desametasone, un substrato del CYP3A4, di

2,2 volte nei giorni 1 e 5.

Metilprednisolone: la dose abituale di metilprednisolone per via endovenosa deve essere ridotta di circa il 25 % e la dose orale abituale di metilprednisolone deve essere ridotta di circa il 50 % in caso di somministrazione concomitante di regime terapeutico con EMEND 125 mg/80 mg. EMEND, in caso di somministrazione nel contesto di un regime terapeutico di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die nei giorni 2 e 3, ha aumentato la AUC del metilprednisolone, un substrato del CYP3A4, di 1,3 volte al giorno 1 e di 2,5 volte al giorno 3, quando il metilprednisolone è stato somministrato in concomitanza per via endovenosa a dosi di 125 mg al giorno 1 e per via orale a dosi di 40 mg nei giorni 2 e 3.

Nel corso del trattamento continuato con metilprednisolone, l’AUC di metilprednisolone può subire una diminuzione tardiva entro le 2 settimane dopo l’inizio della dose di EMEND, a causa dell’effetto induttore di aprepitant sul CYP3A4. È prevedibile che tale effetto risulti più pronunciato con la somministrazione di metilprednisolone per via orale.

Medicinali chemioterapici

Negli studi di farmacocinetica EMEND, quando somministrato con un regime terapeutico di 125 mg/die al giorno 1 e di 80 mg/die ai giorni 2 e 3, non ha modificato la farmacocinetica di

docetaxel somministrato endovena al giorno 1 o di vinorelbina somministrata endovena al giorno 1 o al giorno 8. Poiché l’effetto di EMEND sulla farmacocinetica dei substrati del CYP3A4 somministrati per via orale è superiore all’effetto di EMEND sulla farmacocinetica dei substrati del CYP3A4 somministrati per via endovenosa, un’interazione con i medicinali chemioterapici somministrati per via orale metabolizzati principalmente o in parte dal CYP3A4 (ad es. etoposide, vinorelbina) non può essere esclusa. Si consiglia cautela ed è appropriato un ulteriore monitoraggio nei pazienti ai quali vengono somministrati medicinali metabolizzati principalmente o in parte dal CYP3A4 (vedere paragrafo 4.4). Eventi post-marketing di neurotossicità, una reazione avversa potenziale dell’ifosfamide, sono stati riportati dopo la somministrazione concomitante di aprepitant e ifosfamide.

Immunosoppressori

Durante il regime terapeutico di 3 giorni per il trattamento della CINV, ci si aspetta un transitorio moderato aumento seguito da una lieve diminuzione dell’esposizione di immunosoppressori metabolizzati dal CYP3A4 (ad es. ciclosporina, tacrolimus, everolimus e sirolimus). In considerazione della breve durata del regime terapeutico di 3 giorni e delle limitate variazioni tempo-dipendenti dell’esposizione, non è raccomandata una riduzione della dose degli immunosoppressori durante i

3 giorni di co-somministrazione con EMEND.

Midazolam

Gli effetti potenziali dell’aumento delle concentrazioni di midazolam o di altre benzodiazepine metabolizzate attraverso il CYP3A4 (alprazolam, triazolam) devono essere presi in considerazione in caso di somministrazione concomitante di questi medicinali con EMEND (125 mg/80 mg).

EMEND ha aumentato l’AUC di midazolam, un substrato sensibile del CYP3A4, di 2,3 volte al giorno 1 e di 3,3 volte al giorno 5, quando una dose singola di 2 mg di midazolam è stata somministrata al giorno 1 ed al giorno 5 di un corso di terapia con EMEND 125 mg al giorno 1 e 80 mg/die nei giorni dal 2 al 5.

In un altro studio con la somministrazione endovenosa di midazolam, EMEND è stato somministrato alla dose di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die ai giorni 2 e 3, e 2 mg di midazolam sono stati somministrati per via endovenosa prima della somministrazione del ciclo terapeutico di 3 giorni con EMEND ed ai giorni 4, 8, e 15. EMEND ha aumentato la AUC di midazolam del 25 % al giorno 4 ed ha diminuito la AUC di midazolam del 19 % al giorno 8 e del 4 % al giorno 15. Questi effetti non sono stati ritenuti importanti dal punto di vista clinico.

In un terzo studio con la somministrazione di midazolam per via endovenosa ed orale, EMEND è stato somministrato alla dose di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die ai giorni 2 e 3 insieme a ondansetron

32 mg al giorno 1, desametasone 12 mg al giorno 1 e 8 mg ai giorni 2-4. Questa associazione (EMEND, ondansetron e desametasone) ha diminuito l’AUC di midazolam per via orale del 16 % al giorno 6, del 9 % al giorno 8, del 7 % al giorno 15 e del 17 % al giorno 22. Questi effetti non sono stati ritenuti importanti dal punto di vista clinico.

Un ulteriore studio è stato completato con la somministrazione endovenosa di midazolam ed EMEND. 2 mg di midazolam per via endovenosa sonostati somministrati 1 ora dopo la somministrazione per via orale di una dose singola di EMEND 125 mg. La AUC plasmatica di midazolam è aumentata di 1,5 volte. Questo effetto non è stato considerato clinicamente importante.

Induzione

Come induttore lieve del CYP2C9, del CYP3A4 e della glucuronidazione, l’aprepitant può diminuire le concentrazioni plasmatiche dei substrati eliminati attraverso queste vie metaboliche entro le due settimane successive all’inizio del trattamento. Questo effetto può risultare evidente solo dopo la fine del trattamento di 3 giorni con EMEND. Per i substrati del CYP2C9 e del CYP3A4 l’induzione è transitoria con effetto massimo a 3-5 giorni dopo la conclusione del trattamento di 3 giorni con

EMEND. L’effetto viene mantenuto per alcuni giorni, diminuisce in seguito lentamente ed è clinicamente non significativo dopo due settimane dopo la fine del trattamento con EMEND. Una lieve induzione della glucuronidazione viene anche osservata con 80 mg di aprepitant per via orale somministrato per 7 giorni. Vi è carenza di dati riguardo agli effetti sul CYP2C8 ed il CYP2C19. Si consiglia cautela in caso di somministrazione di warfarin, acenocumarolo, tolbutamide, fenitoina od altri principi attivi noti per essere metabolizzati dal CYP2C9 in questo intervallo temporale.

Warfarin

Nei pazienti in terapia cronica con warfarin, il tempo di protrombina (INR) deve essere strettamente monitorato durante il trattamento con EMEND e per 2 settimane dopo ogni ciclo di trattamento di 3 giorni con EMEND per nausea e vomito indotti da chemioterapia (vedere paragrafo 4.4). Quando

una dose singola da 125 mg di EMEND è stata somministrata al giorno 1 ed una dose di 80 mg/die è stata somministrata ai giorni 2 e 3 in persone sane stabilizzate con terapia cronica con warfarin, non vi è stato alcun effetto di EMEND sulle AUC plasmatiche del R(+) o dell’(S-) warfarin determinate al giorno 3; c’è stato tuttavia un decremento del 34 % della concentrazione di valle dell’S(-) warfarin (un substrato del CYP2C9), accompagnata da una diminuzione del 14 % dell’INR 5 giorni dopo il termine del trattamento con EMEND.

Tolbutamide

EMEND, in caso di somministrazione ad una dose di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die ai

giorni 2 e 3, ha diminuito l’AUC della tolbutamide (un substrato del CYP2C9) del 23 % al giorno 4, del 28 % al giorno 8, e del 15% al giorno 15, quando una dose singola di tolbutamide 500 mg è stata somministrata per via orale prima della somministrazione del ciclo terapeutico di 3 giorni con EMEND ed ai giorni 4, 8 e 15.

Contraccettivi ormonali

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può essere ridotta nel corso e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi.

In uno studio clinico, dosi singole di un contraccettivo orale contenente etinilestradiolo e noretindrone sono state somministrate al giorno 1 fino al giorno 21 con EMEND, in un regime di 125 mg al

giorno 8 e 80 mg/die nei giorni 9 e 10 con ondansetron 32 mg per via endovenosa al giorno 8 e desametasone orale somministrato in dosi di 12 mg al giorno 8 e 8 mg/die nei giorni 9, 10 e 11. Durante i giorni 9 fino a 21 in questo studio vi è stata una diminuzione fino al 64 % delle concentrazioni di valle di etinilestradiolo e diminuzione fino al 60 % delle concentrazioni di valle del noretindrone.

Antagonisti della 5-HT3

In studi clinici di interazione, l’aprepitant non ha avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di ondansetron, granisetron o idrodolasetron (il metabolita attivo di dolasetron).

Effetti di altri medicinali sulla farmacocinetica di aprepitant

La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi inibitori dell’attività del CYP3A4 (es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, claritromicina, telitromicina, nefazodone, e inibitori della proteasi) deve essere considerata con cautela, poiché ci si aspetta che l’associazione dia luogo ad un aumento di diverse volte delle concentrazioni plasmatiche di aprepitant (vedere paragrafo 4.4).

La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi forti induttori dell’attività del CYP3A4 (es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital) deve essere evitata poiché l’associazione dà luogo a riduzioni delle concentrazioni plasmatiche dell’aprepitant che possono risultare in una minore efficacia di EMEND. La somministrazione concomitante di EMEND con preparati a base di erbe contenenti l’erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) non è raccomandata.

Ketoconazolo

Con la somministrazione di una dose singola di aprepitant da 125 mg al giorno 5 di un ciclo di terapia di 10 giorni con ketoconazolo, un forte inibitore del CYP3A4, alla dose di 400 mg/die, l’AUC di aprepitant è aumentata di circa 5 volte e l’emivita media terminale di aprepitant è aumentata di circa 3 volte.

Rifampicina

Con la somministrazione di una dose singola di aprepitant da 375 mg al giorno 9 di un ciclo di terapia di 14 giorni con 600 mg/die di rifampicina, un forte induttore del CYP3A4, l’AUC dell’aprepitant è diminuita del 91 % e l’emivita terminale media è diminuita del 68 %.

Popolazione pediatrica

Studi d’interazione sono stati condotti soltanto sugli adulti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Contraccezione in maschi e femmine

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può risultare ridotta durante e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Gravidanza

Non sono disponibili dati clinici sull’uso di aprepitant durante la gravidanza. Il potenziale per la tossicità riproduttiva di aprepitant non è stato pienamente caratterizzato, in quanto non potevano essere raggiunti in studi sugli animali livelli di esposizione superiori a quelli terapeutici alla dose di 125 mg/80 mg nell’uomo. Questi studi non hanno indicato effetti dannosi diretti o indiretti in relazione a gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). Gli effetti potenziali sulla riproduzione delle alterazioni della regolazione delle neurochine non sono noti. EMEND non deve essere utilizzato in gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento

L’aprepitant viene escreto nel latte dei ratti durante la lattazione. Non è noto se l’aprepitant viene escreto nel latte umano; l’allattamento non è pertanto raccomandato durante la terapia con EMEND.

Fertilità

Il potenziale per gli effetti di aprepitant sulla fertilità non è stato pienamente caratterizzato in quanto non potevano essere raggiunti in studi sugli animali livelli di esposizione superiori a quelli terapeutici nell’uomo. Questi studi sulla fertilità non hanno indicato effetti dannosi diretti o indiretti in relazione a performance di accoppiamento, fertilità, sviluppo embrio/fetale, o conta e motilità degli spermatozoi (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

EMEND può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli, di andare in bicicletta o di usare macchinari. Capogiri e affaticamento possono insorgere dopo la somministrazione di EMEND (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Il profilo di sicurezza di aprepitant è stato valutato in circa 6.500 adulti in più di 50 studi e 184 bambini e adolescenti in 2 studi clinici pediatrici pilota.

Le reazioni avverse più comuni riportate ad una incidenza maggiore negli adulti trattati con aprepitant rispetto al trattamento con la terapia standard in pazienti che ricevevano chemioterapia altamente

emetogena (HEC) sono state: singhiozzo (4,6 % versus 2,9 %), aumento della alanina amino transferasi (ALT ) (2,8 % versus 1,1 %), dispepsia (2,6 % versus 2,0 %), stipsi (2,4 % versus 2,0 %), cefalea (2,0 % versus 1,8 %), e diminuzione dell’appetito (2,0 % versus 0,5 %). La reazione avversa più comune riportata con incidenza superiore nei pazienti trattati con aprepitant rispetto alla terapia standard in pazienti che ricevevano chemioterapia moderatamente emetogena (MEC) è stata l’affaticamento (1,4 % versus 0,9 %).

Le reazioni avverse più comuni riportate con una incidenza maggiore nei pazienti pediatrici trattati con aprepitant rispetto al regime di controllo contestualmente alla somministrazione di chemioterapia oncologica emetogena sono state singhiozzo (3,3 % vs. 0,0 %) e vampate (1,1 % vs. 0,0 %).

Tabella con elenco delle reazioni avverse

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate in un’analisi proveniente dagli studi con HEC e con MEC con incidenza maggiore con aprepitant rispetto a quella riportata con terapia standard negli adulti o nei pazienti pediatrici o nell’uso post-marketing. Le categorie di frequenza fornite nella tabella sono basate sugli studi e ffettuati negli adulti; le frequenze osservate negli studi pediatrici sono state simili o più basse, a meno che non sia riportato nella tabella. Alcune ADR meno comuni nella popolazione adulta non sono state osservate negli studi pediatrici.

Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) e molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e

Reazione avversa

Frequenza

 

organi

 

 

 

 

Infezioni ed infestazioni

 

 

candidiasi, infezioni da stafilococco

raro

 

 

 

 

 

Patologie

del

sistema

neutropenia febbrile, anemia

non comune

emolinfopoietico

 

 

 

 

Disturbi

del

sistema

reazioni di ipersensibilità incluse reazioni

non nota

immunitario

 

 

anafilattiche

 

Disturbi

del metabolismo

e

diminuzione dell’appetito

comune

della nutrizione

 

 

 

 

 

 

polidipsia

raro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disturbi psichiatrici

 

 

ansia

non comune

 

 

 

 

disorientamento, umore euforico

raro

Patologie del sistema nervoso

cefalea

comune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

capogiri, sonnolenza

non comune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

disturbi cognitivi, letargia, disgeusia

raro

 

 

 

 

 

Patologie dell’occhio

 

 

congiuntivite

raro

Patologie

dell’orecchio

e

del

tinnito

raro

labirinto

 

 

 

 

 

Patologie cardiache

 

 

palpitazioni

non comune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

bradicardia, disordine cardiovascolare

raro

 

 

 

 

 

Patologie vascolari

 

 

vampate di calore/vampate

non comune

 

 

 

Patologie respiratorie, toraciche

singhiozzo

comune

e mediastiniche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dolore orofaringeo, starnuto, tosse, perdita

raro

 

 

 

 

retronasale, irritazione alla gola

 

 

 

 

 

 

 

Classificazione per sistemi e

Reazione avversa

Frequenza

organi

 

 

Patologie gastrointestinali

stipsi, dispepsia

comune

 

 

 

 

eruttazione, nausea, vomito, malattia da

non comune

 

reflusso gastroesofageo, dolore addominale,

 

 

secchezza della bocca , flatulenza

 

 

 

 

 

perforazione dell’ulcera duodenale, stomatite,

raro

 

distensione addominale, feci dure, colite

 

 

neutropenica

 

 

 

 

Patologie della cute e del

eruzione cutanea, acne

non comune

tessuto sottocutaneo

 

 

 

 

 

 

reazione di fotosensibilità, iperidrosi,

raro

 

seborrea, lesione cutanea, eruzione cutanea

 

 

pruriginosa, sindrome di

 

 

Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica

 

 

prurito, orticaria

non nota

 

 

 

Patologie del sistema

debolezza muscolare, spasmi muscolari

raro

muscoloscheletrico e del tessuto

 

 

connettivo

 

 

Patologie renali e urinarie

disuria

non comune

 

pollachiuria

raro

Patologie sistemiche e

affaticamento

comune

condizioni relative alla sede di

 

 

somministrazione

astenia, malessere

non comune

 

 

 

 

edema, fastidio al torace, disturbo della

raro

 

deambulazione

 

Esami diagnostici

aumenti della ALT

comune

 

 

 

 

aumenti della AST, aumento della fosfatasi

non comune

 

alcalina ematica

 

 

 

 

 

presenza di emazie nelle urine, diminuzione

raro

 

del sodio ematico, calo ponderale,

 

 

diminuzione del numero dei neutrofili,

 

 

presenza di glucosio nelle urine, aumentata

 

 

emissione di urine

 

†Nausea e vomito erano parametri di efficacia nei primi 5 giorni successivi al trattamento chemioterapico e sono stati riportati come eventi avversi solo successivamente.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Il profilo delle reazioni avverse negli adulti nell’estensione a ciclo multiplo di studi con HEC e MEC fino a 6 cicli addizionali di chemioterapia è stato generalmente simile a quello osservato nel ciclo 1.

In un ulteriore studio clinico con controllo attivo effettuato in 1.169 pazienti adulti che ricevevano aprepitant e HEC, il profilo delle reazioni avverse è stato generalmente simile a quello visto in altri studi sulla HEC effettuati con aprepitant.

Ulteriori reazioni avverse sono state osservate nei pazienti adulti trattati con aprepitant per la nausea ed il vomito postoperatori (PONV) ad un’incidenza superiore a quella riportata con ondansetron: dolore addominale alto, anormalità del reperto auscultatorio dell’addome, stipsi*, disartria, dispnea, ipoestesia, insonnia, miosi, nausea, disturbi del sensorio, fastidio gastrico, sub occlusione*, riduzione dell’acutezza visiva, sibilo respiratorio.

*Riportate in pazienti che assumevano una dose più alta di aprepitant.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, il trattamento con EMEND deve essere interrotto, il paziente va monitorato e devono essere prese misure di supporto generali. A causa degli effetti antiemetici di aprepitant, l’emesi indotta da un medicinale può non risultare efficace.

Aprepitant non può essere rimosso con l’emodialisi.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antiemetici ed antinausea, codice ATC: A04AD12

L’aprepitant è un antagonista della sostanza P umana selettivo ad alta affinità per i recettori della neurochinina 1 (NK1).

Trattamento di 3 giorni con aprepitant negli adulti

In 2 studi randomizzati, in doppio cieco su di un totale di 1.094 pazienti adulti trattati con chemioterapia che includeva il cisplatino 70 mg/m2, aprepitant in associazione con un trattamento con ondansetron/desametasone (vedere paragrafo 4.2) è stato paragonato ad una terapia standard (placebo più ondansetron 32 mg endovena somministrato al giorno 1 più desametasone 20 mg per via orale al giorno 1 ed 8 mg due volte al giorno ai giorni 2 e 4). Sebbene negli studi clinici sia stata usata una dose endovenosa da 32 mg di ondansetron, questa non è più la dose raccomandata. Vedere le informazioni sul prodotto per l’antagonista 5-HT3 selezionato per informazioni sulla dose appropriata.

L’efficacia è stata basata sulla valutazione della seguente misura composita: risposta completa (definita come assenza di episodi di emesi e nessun uso di terapia di salvataggio) principalmente nel corso del ciclo 1. I risultati sono stati valutati per ciascuno studio individuale e per i 2 studi combinati.

Un riassunto dei principali risultati degli studi sulla base dell’analisi combinata è illustrato nella Tabella 1.

Tabella 1

Percentuale di pazienti adulti che ricevevano un trattamento chemioterapico altamente emetogeno e che hanno risposto al trattamento per gruppo e fase di trattamento - Ciclo 1

MISURE COMPOSITE DI

Aprepitant

Terapia Standard

 

Differenze*

VALUTAZIONE

(N= 521)

(N= 524)

%

(IC al 95%)

 

%

%

 

 

Risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

67,7

47,8

19,9

(14,0; 25,8)

0-24 ore

86,0

73,2

12,7

(7,9; 17,6)

25-120 ore

71,5

51,2

20,3

(14,5; 26,1)

MISURE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

71,9

49,7

22,2

(16,4; 28,0)

0-24 ore

86,8

74,0

12,7

(8,0; 17,5)

25-120 ore

76,2

53,5

22,6

(17,0; 28,2)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-100 mm)

Totale (0-120 ore)

72,1

64,9

7,2

(1,6; 12.8)

25-120 ore

74,0

66,9

7,1

(1,5; 12.6)

*Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per sesso e chemioterapia concomitante precedentemente inclusi nella analisi primaria delle odd ratio e dei modelli logistici.

Un paziente nel gruppo di trattamento con Aprepitant ha avuto soltanto dati relativi alla fase acuta ed

èstato escluso dall’analisi globale e da quella della fase ritardata; un paziente nel gruppo di trattamento Standard ha avuto dati solo nella fase ritardata ed è stato escluso dall’analisi globale e dall’analisi della fase acuta.

Il periodo di tempo stimato per il primo episodio di emesi nell’analisi combinata è illustrato dalla curva di Kaplan-Meier nella Figura 1.

Figura 1

Percentuale di pazienti adulti in trattamento chemioterapico altamente emetogeno senza emesi nell’intervallo di tempo considerato – Ciclo 1

Percentuale di pazienti

100%

Aprepita nt (N=520)

 

Terapia standard (N=523)

90%

80%

70%

60%

50%

40%

Tempo (ore)

Differenze di efficacia statisticamente significative sono state osservate anche in ciascuno dei 2 studi individuali.

Nei medesimi 2 studi clinici, 851 pazienti adulti hanno continuato nell’estensione a ciclo multiplo fino a 5 ulteriori cicli di chemioterapia. L’efficacia della terapia con aprepitant è stata apparentemente mantenuta durante tutti i cicli.

In uno studio in doppio cieco, randomizzato, su un totale di 866 pazienti adulti (864 donne e

2 uomini) che ricevevano un trattamento chemioterapico con ciclofosfamide 750-1.500 mg/m2, o ciclofosfamide 500-1.500 mg/m2 e doxorubicina (≤ 60 mg/m2) o epirubicina (≤ 100 mg/m2), l’aprepitant in associazione con ondansetron/desametasone (vedere paragrafo 4.2) è stato confrontato con la terapia standard [placebo più ondansetron 8 mg per via orale (due volte il giorno 1 e ogni

12 ore nei giorni 2 e 3) più desametasone 20 mg per via orale il giorno 1].

L’efficacia è stata valutata sulla base di una misura composita: risposta completa (definita come assenza di episodi di emesi e non utilizzo di terapia di salvataggio) principalmente durante il ciclo 1.

Un riassunto dei risultati chiave dello studio è mostrato nella Tabella 2.

Tabella 2

Percentuale di pazienti adulti che ricevevano un trattamento chemioterapico moderatamente emetogeno e che hanno risposto al trattamento per gruppo e fase di trattamento – Ciclo 1

MISURE COMPOSITE DI

Aprepitant

Terapia Standard

 

Differenze*

VALUTAZIONE

(N= 433)

(N= 424)

%

(IC al 95%)

 

%

%

 

 

Risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

50,8

42,5

8,3

(1,6; 15,0)

0-24 ore

75,7

69,0

6,7

(0,7; 12,7)

25-120 ore

55,4

49,1

6,3

(-0,4; 13,0)

MISURE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

75,7

58,7

17,0

(10,8; 23,2)

0-24 ore

87,5

77,3

10,2

(5,1; 15,3)

25-120 ore

80,8

69,1

11,7

(5,9; 17,5)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-100 mm)

Totale (0-120 ore)

60,9

55,7

5,3

(-1,3; 11,9)

0-24 ore

79,5

78,3

1,3

(-4,2; 6,8)

25-120 ore

65,3

61,5

3,9

(-2,6; 10,3)

*Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per categorie di età (< 55 anni,55 anni) e gruppo di ricercatori inclusi nella analisi primaria delle odd ratio e dei modelli logistici.

Un paziente nel gruppo di trattamento con Aprepitant ha avuto soltanto dati relativi alla fase acuta ed è stato escluso dall’analisi globale e da quella della fase ritardata.

Nello stesso studio clinico, 744 pazienti adulti hanno continuato l’estensione a ciclo multiplo fino a 3 ulteriori cicli di chemioterapia. L’efficacia della terapia con aprepitant è stata apparentemente mantenuta durante tutti i cicli.

In un secondo studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, il trattamento con aprepitant è stato confrontato con la terapia standard in 848 pazienti adulti (652 donne, 196 uomini) che ricevevano un trattamento chemioterapico con qualsiasi dose endovenosa di oxaliplatino, carboplatino, epirubicina, idarubicina, ifosfamide, irinotecan,

daunorubicina, doxorubicina; ciclofosfamide per via endovenosa (< 1.500 mg/m2); o citarabina per via

endovenosa (> 1 g/m2). I pazienti in trattamento con aprepitant ricevevano un trattamento chemioterapico per vari tipi di tumore comprendendo il 52 % dei pazienti con cancro della mammella, il 21 % con vari tipi di cancro gastrointestinale compreso il cancro colorettale, il 13 % con cancro polmonare e il 6 % con vari tipi di cancro ginecologico. L’aprepitant in associazione con ondansetron/desametasone (vedere paragrafo 4.2) è stato confrontato con la terapia standard [placebo con ondansetron 8 mg per via orale (due volte il giorno 1, e ogni 12 ore nei giorni 2 e 3) più desametasone 20 mg per orale il giorno 1].

L’efficacia è stata basata sulla valutazione dei seguenti endpoint primari e secondari chiave: assenza di vomito nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia), valutazione della sicurezza e della tollerabilità del trattamento della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia (CINV) con aprepitant, e risposta completa (definita come assenza di vomito e di terapia di salvataggio) nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia). Inoltre, l’assenza di nausea significativa nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia) è stata valutata come un endpoint esploratorio, sia nella fase acuta che in quella ritardata come analisi post-hoc.

Un riassunto dei risultati chiave dello studio è mostrato nella Tabella 3.

Tabella 3

Percentuale di pazienti adulti che hanno risposto per gruppo di trattamento e fase per lo Studio 2 – Ciclo 1 chemioterapia moderatamente emetogena

Aprepitant

Terapia

Differenze*

(N= 425)

Standard

 

%(N= 406)

%

%

(IC al 95 %)

Risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

68,7

56,3

12,4

(5,9; 18,9)

0-24 ore

89,2

80,3

8,9

(4,0; 13,8)

25-120 ore

70,8

60,9

9,9

(3,5; 16,3)

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

76,2

62,1

14,1

(7,9; 20,3)

0-24 ore

92,0

83,7

8,3

(3,9; 12,7)

25-120 ore

77,9

66,8

11,1

(5,1; 17,1)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-100 mm)

Totale (0-120 ore)

73,6

66,4

7,2

(1,0;

13,4)

0-24 ore

90,9

86,3

4,6

(0,2;

9,0)

25-120 ore

74,9

69,5

5,4

(-0,7; 11,5)

* Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per sesso e regione, che sono stati inclusi nella analisi primaria usando dei modelli logistici.

Il beneficio della terapia di associazione con aprepitant nell’intera popolazione in studio è stato principalmente guidato dai risultati osservati in pazienti con scarso controllo con terapia standard come nelle donne, anche se i risultati sono stati numericamente superiori indipendentemente da età, tipo di tumore o sesso. La risposta completa al trattamento con aprepitant e con terapia standard è stata raggiunta rispettivamente in 209 su 324 (65 %) e 161 su 320 (50 %) donne ed in 83 su 101 (82 %) e 68 su 87 (78 %) uomini.

Popolazione pediatrica

In uno studio clinco randomizzato, in doppio cieco, con controllo attivo condotto su 302 bambini e adolescenti (di età compresa tra i 6 mesi e i 17 anni) trattati con chemioterapia moderatamente o altamente emetogena, il regime con aprepitant è stato messo a confronto con un regime di controllo per la prevenzione della CINV. L’efficacia del regime con aprepitant è stata valutata in un singolo ciclo (ciclo 1). I pazienti avevano l’opportunità di ricevere aprepitant in aperto nei cicli successivi (cicli opzionali 2-6); in questi cicli opzionali, tuttavia, l’efficacia non è stata valutata. Il regime con

aprepitant per adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni (n=47) prevedeva la somministrazione di EMEND 125 mg in capsule per via orale il giorno 1 e la somministrazione di 80 mg/die i giorni 2 e 3 in associazione con ondansetron il giorno 1. Il regime con aprepitant per bambini da 6 mesi a meno di 12 anni di età (n=105) consisteva nella somministrazione di EMEND polvere per sospensione orale 3,0 mg/kg (fino a 125 mg) per via orale il giorno 1 e 2,0 mg/kg (fino a 80 mg) per via orale i giorni 2 e 3 in associazione con ondansetron il giorno 1. Il regime di controllo in adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni (n=48) e nei bambini da 6 mesi a meno di 12 anni di età (n=102) consisteva nella somministrazione di placebo al posto di aprepitant nei giorni 1, 2 e 3 in associazione con ondansetron il giorno 1. EMEND o placebo e ondansetron erano somministrati rispettivamente 1 ora e 30 minuti prima dell’avvio della chemioterapia. La somministrazione di desametasone per via endovenosa era ammessa nel contesto del regime antiemetico per i pazienti pediatrici di entrambi i gruppi di età, a discrezione del medico. Per i pazienti pediatrici trattati con aprepitant era richiesta una riduzione (50 %) della dose di desametasone. Non erano invece previste riduzioni della dose per i pazienti pediatrici trattati con il regime di controllo. Dei pazienti pediatrici, il 29 % nel regime con aprepitant e il 28 % nel regime di controllo faceva uso di desametasone quale componente del regime del ciclo 1.

L’attività antiemetica di EMEND è stata valutata per un periodo di 5 giorni (120 ore) dopo l’avvio della chemioterapia il giorno 1. L’endpoint primario consisteva nella risposta completa durante la fase ritardata (25-120 ore dopo l’avvio della chemioterapia) nel ciclo 1. Un riassunto dei principali risultati dello studio è riportato nella Tabella 4.

Tabella 4

Numero (%) di pazienti pediatrici con risposta completa e assenza di vomito per gruppo di trattamento e fase – Ciclo 1 (popolazione intent-to-treat)

 

Regime con aprepitant

Regime di

 

n/m (%)

controllo

 

 

n/m (%)

ENDPOINT PRIMARIO

 

 

Risposta completa* – Fase ritardata

77/152 (50,7)

39/150 (26,0)

ALTRI ENDPOINT PRESTABILITI

 

 

Risposta completa* – Fase acuta

101/152 (66,4)

78/150 (52,0)

Risposta completa* – Fase totale

61/152 (40,1)

30/150 (20,0)

Assenza di vomito§ – Fase totale

71/152 (46,7)

32/150 (21,3)

*Risposta completa = assenza di vomito o conati con o senza vomito e nessun uso di terapia di salvataggio.

p < 0,01 quando confrontato con il regime di controllo

p < 0,05 quando confrontato con il regime di controllo

§Assenza di vomito = assenza di vomito o conati con o senza vomito

n/m = numero di pazienti con risposta desiderata/numero di pazienti inclusi nel timepoint. Fase acuta: da 0 a 24 ore dopo l’avvio della chemioterapia.

Fase ritardata: da 25 a 120 ore dopo l’avvio della chemioterapia. Fase totale: da 0 a 120 ore dopo l’avvio della chemioterapia.

Il tempo stimato al primo episodio di vomito dopo l’avvio della chemioterapia era maggiore con aprepitant (tempo mediano stimato al primo episodio di vomito di 94,5 ore) rispetto al gruppo di controllo (tempo mediano stimato al primo episodio di vomito di 26,0 ore) come illustrato dalle curve di Kaplan-Meier nella Figura 2.

Figura 2

Tempo al primo episodio di vomito dopo l’avvio della somministrazione della chemioterapia - pazienti pediatrici nella fase totale – Ciclo 1 (popolazione intent-to-treat)

Percentuale di pazienti

Regime con aprepitant (N=152)

Regime di controllo (N=150)

Tempo (ore) dalla prima somministrazione di chemioterapia

Un’analisi di efficacia nelle sottopopolazioni nel ciclo 1 ha dimostrato che, indipendentemente dalla categoria di età, dal sesso, dall’uso di desametasone a scopo di profilassi antiemetica e dall’emetogenicità della chemioterapia, il regime con aprepitant permetteva di ottenere un migliore controllo rispetto al regime di controllo per quanto concerneva gli endpoint di risposta completa.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

L’aprepitant presenta una farmacocinetica non lineare. Entrambe la clearance e la biodisponibilità assoluta diminuiscono all’aumentare della dose.

Assorbimento

La biodisponibilità orale media assoluta di aprepitant è del 67 % per la capsula da 80 mg e del 59 % per la capsula da 125 mg. La concentrazione plasmatica di picco (Cmax) media di aprepitant si è verificata a circa 4 ore (tmax). La somministrazione per via orale della capsula con una prima colazione standard da 800 Kcal circa ha dato luogo ad un aumento fino al 40 % nell’AUC di aprepitant. Questo aumento non viene ritenuto rilevante dal punto di vista clinico.

La farmacocinetica di aprepitant è non lineare per tutto il range dei dosaggi clinici. In giovani adulti sani, l’aumento dell’AUC0- fra gli 80 mg ed i 125 mg in singole dosi somministrate in individui a stomaco pieno è stato superiore del 26 % rispetto alla proporzionalità con la dose.

Dopo la somministrazione per via orale di una dose singola di EMEND da 125 mg al giorno 1 e di 80 mg in monosomministrazione giornaliera ai giorni 2 e 3, l’AUC0-24h (media±DS) è stata

di 19,6±2,5 μg ora/mL e di 21,2±6,3 μg ora/mL ai giorni 1 e 3, rispettivamente. La Cmax è stata di 1,6±0,36 μg/mL e di 1,4±0,22 μg/mL ai giorni 1 e 3, rispettivamente.

Distribuzione

L’aprepitant è legato in larga misura con le proteine, con una media del 97 %. Il volume geometrico medio apparente di distribuzione allo stato stazionario (Vdss) è di circa 66 L nell’uomo.

Biotrasformazione

L’aprepitant viene ampiamente metabolizzato. In giovani adulti sani, è ascrivibile ad aprepitant circa il 19 % della radioattività presente nel plasma nel corso delle 72 ore successive alla somministrazione di una dose da 100 mg di [14C]-fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant, indice di una sostanziale presenza di metaboliti nel plasma. Nel plasma umano sono stati identificati dodici metaboliti di aprepitant. Il metabolismo di aprepitant avviene in larga misura attraverso l’ossidazione a livello dell’anello morfolinico e delle sue catene laterali ed i metaboliti risultanti avevano solo una debole evidenza di attività. Studi in vitro con microsomi epatici umani indicano che l’aprepitant viene

metabolizzato principalmente attraverso il CYP3A4 con potenziali contributi minori da parte del CYP1A2 e del CYP2C19.

Eliminazione

L’aprepitant non viene escreto immodificato nelle urine. I metaboliti sono escreti nelle urine e nelle feci attraverso l’escrezione biliare. Dopo una dose singola endovena da 100 mg di [14C]-fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant, a persone sane, il 57 % della radioattività è stata rinvenuta a livello urinario ed il 45 % a livello fecale.

La clearance plasmatica dell’aprepitant è dose dipendente, diminuisce all’aumentare della dose e varia da circa 60 a 72 mL/min all’interno della finestra terapeutica. L’emivita terminale è compresa approssimativamente tra 9 e 13 ore.

Farmacocinetica in popolazioni speciali

Anziani: a seguito della somministrazione orale di 125 mg di aprepitant in dose singola al giorno 1 e di 80 mg una volta al giorno nei giorni da 2 a 5, l’AUC0-24h di aprepitant è risultata superiore del 21 % al giorno 1 e del 36 % al giorno 5 negli anziani ( 65 anni) rispetto ai giovani adulti. La Cmax è risultata superiore del 10 % al giorno 1 e del 24 % al giorno 5 negli anziani rispetto ai giovani adulti. Queste differenze non sono considerate clinicamente significative. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND nei pazienti anziani.

Sesso: dopo la somministrazione per orale di una dose singola di aprepitant da 125 mg, la Cmax di aprepitant è risultata superiore del 16 % nelle donne rispetto agli uomini. L’emivita di aprepitant è inferiore del 25 % nelle donne rispetto agli uomini ed il suo tmax viene raggiunto all’incirca allo stesso tempo. Queste differenze non sono ritenute clinicamente significative. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND in base al sesso.

Compromissione epatica: la compromissione epatica lieve (Child-Pugh classe A) non influenza la farmacocinetica di aprepitant in misura clinicamente rilevante. Per i pazienti con compromissione epatica lieve non è necessario alcun aggiustamento della dose. Sulla base dei dati attualmente disponibili non è possibile trarre conclusioni sull’effetto della compromissione epatica moderata (Child-Pugh classe B) sulla farmacocinetica di aprepitant. Non vi sono dati clinici o di farmacocinetica in pazienti con compromissione epatica grave (Child-Pugh classe C).

Compromissione renale: è stata somministrata una dose singola di aprepitant da 240 mg a pazienti con compromissione renale grave (CrCl < 30 mL/min) ed ai pazienti con patologia renale allo stadio terminale (ESRD) per i quali era richiesta l’emodialisi.

In pazienti con compromissione renale grave l’AUC0- dell’aprepitant totale (non legato e legato alle proteine) è diminuita del 21 % e la Cmax è diminuita del 32 % rispetto a persone sane. Nei pazienti con ESRD sottoposti ad emodialisi, l’AUC0- dell’aprepitant totale è diminuita del 42 % e la Cmax è diminuita del 32 %. A causa delle diminuzioni modeste nel legame proteico di aprepitant nei pazienti con patologia renale, l’AUC del medicinale non legato farmacologicamente attivo non è stata modificata significativamente nei pazienti con compromissione renale rispetto alle persone sane. Il trattamento emodialitico condotto 4 o 48 ore dopo la somministrazione non ha avuto effetti significativi sulla farmacocinetica di aprepitant; meno dello 0,2 % della dose è stato rinvenuto nel dializzato.

Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND per i pazienti con compromissione renale o per i pazienti con ESRD sottoposti ad emodialisi.

Popolazione pediatrica: nel contesto di un ciclo terapeutico di 3 giorni, la somministrazione di aprepitant in capsule (125/80/80-mg) a pazienti adolescenti (di età compresa tra i 12 e i 17 anni) ha determinato una AUC0-24 h superiore a 17 µg•h/mL il giorno 1 con concentrazioni (Cmin) al termine dei giorni 2 e 3 superiori a 0,4 µg/mL nella maggioranza dei pazienti. La concentrazione plasmatica di picco (Cmax) mediana era di circa 1,3 µg/mL il giorno 1 e veniva raggiunta approssimativamente dopo

4 ore. Nel contesto di un ciclo terapeutico di 3 giorni, la somministrazione di aprepitant in polvere per sospensione orale (3/2/2-mg/kg) in pazienti da 6 mesi a meno di 12 anni di età ha determinato una AUC0-24 h superiore a 17 µg•h/mL il giorno 1 con concentrazioni (Cmin) al termine dei giorni 2 e 3 superiori a 0,1 µg/mL nella maggioranza dei pazienti. La concentrazione plasmatica di picco (Cmax) mediana è stata di circa 1,2 µg/mL il giorno 1 e veniva raggiunta tra le 5 e le 7 ore.

Un’analisi di farmacocinetica di popolazione relativa alla somministrazione di aprepitant a pazienti pediatrici (età compresa tra 6 mesi e 17 anni) suggerisce che il sesso e la razza non producono effetti clinicamente significativi sulla farmacocinetica di aprepitant.

Relazione fra concentrazione ed effetto

Studi con la tomografia ad emissione di positroni (PET) su uomini sani giovani condotti utilizzando traccianti altamente specifici per i recettori NK1 hanno mostrato che aprepitant penetra a livello dell’encefalo ed occupa i recettori NK1 in misura dipendente dalla dose e dalla concentrazione nel plasma. Si calcola che le concentrazioni plasmatiche di aprepitant raggiunte con il ciclo terapeutico di 3 giorni con EMEND negli adulti risultino in una occupazione dei recettori NK1 cerebrali superiore al 95 %.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici rivelano assenza di rischi per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi singole e ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva e tossicità dello sviluppo. Si deve notare, tuttavia, che l’esposizione sistemica nei roditori è risultata simile o anche minore dell’esposizione terapeutica nell’uomo alla dose di 125 mg/80 mg. In particolare, sebbene negli studi sulla riproduzione non siano stati osservati effetti avversi ai livelli di esposizione nell’uomo, le esposizioni negli animali non sono sufficienti per elaborare una adeguata valutazione del rischio nell’uomo.

In uno studio di tossicità giovanile condotto su ratti trattati dal giorno 10 post-natale al giorno 63, aprepitant ha indotto un’apertura vaginale precoce negli esemplari di sesso femminile a partire da 250 mg/kg b.i.d. e una separazione ritardata del prepuzio negli esemplari di sesso maschile a partire da 10 mg/kg b.i.d. Non c’erano margini per un’esposizione clinicamente rilevante. Non sono stati evidenziati effetti correlati al trattamento sull’accoppiamento, sulla fertilità o sulla sopravvivenza embrio-fetale, né sono state riscontrate alterazioni patologiche negli organi riproduttivi. In uno studio di tossicità giovanile condotto su cani trattati dal giorno 14 post-natale al giorno 42 è stata osservata una riduzione del peso dei testicoli e delle dimensioni delle cellule di Leydig negli esemplari di sesso maschile alla dose di 6 mg/kg/die e sono stati osservati aumento del peso dell’utero, ipertrofia dell’utero e della cervice ed edema dei tessuti vaginali negli esemplari di sesso femminile a partire da 4 mg/kg/die. Non c’erano margini per un’esposizione clinicamente rilevante di aprepitant. Per un trattamento a breve termine secondo il regime posologico raccomandato si ritiene improbabile che questi dati abbiano rilevanza clinica.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto della capsula

Saccarosio

Cellulosa microcristallina (E 460)

Idrossipropilcellulosa (E 463)

Sodio laurilsolfato

Involucro della capsula (125 mg)

Gelatina

Titanio diossido (E 171)

Ferro ossido rosso (E 172)

Ferro ossido giallo (E 172)

Involucro della capsula (80 mg)

Gelatina

Titanio diossido (E 171)

Inchiostro da stampa

Shellac

Potassio idrossido

Ferro ossido nero (E 172)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

4 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Sono disponibili diversi tipi di confezione comprendenti diverse formulazioni.

Blister in alluminio con una capsula da 80 mg. Blister in alluminio con due capsule da 80 mg.

5 blisters in alluminio ciascuno con una capsula da 80 mg.

Blister in alluminio con una capsula da 125 mg.

5 blisters in alluminio ciascuno con una capsula da 125 mg.

Blister in alluminio con una capsula da 125 mg e due capsule da 80 mg.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Merck Sharp & Dohme Ltd.

Hertford Road, Hoddesdon

Hertfordshire EN11 9BU

Regno Unito

8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE (DELLE AUTORIZZAZIONI) ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

EU/1/03/262/001

EU/1/03/262/002

EU/1/03/262/003

EU/1/03/262/004

EU/1/03/262/005

EU/1/03/262/006

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/ RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE.

Data della prima autorizzazione: 11 novembre 2003

Data del rinnovo più recente: 22 settembre 2008

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web della Agenzia europea dei medicinali: http://www.ema.europa.eu.

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

EMEND 125 mg polvere per sospensione orale

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni bustina contiene 125 mg di aprepitant. Dopo la ricostituzione, 1 mL di sospensione orale contiene 25 mg di aprepitant.

Eccipienti con effetti noti

Ogni bustina contiene circa 125 mg di saccarosio e 468,7 mg di lattosio (come anidro).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Polvere per sospensione orale.

Polvere da rosa a rosa chiaro.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Prevenzione della nausea e del vomito associati a chemioterapia oncologica altamente e moderatamente emetogena in bambini, bambini che muovono i primi passi e lattanti da 6 mesi a meno di 12 anni di età.

EMEND polvere per sospensione orale viene somministrato nel contesto di una terapia di associazione (vedere paragrafo 4.2).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Popolazione pediatrica

Lattanti, bambini che muovono i primi passi e bambini (da 6 mesi a meno di 12 anni di età e con peso non inferiore a 6 kg)

EMEND viene somministrato per 3 giorni nel contesto di un regime terapeutico che comprende un antagonista 5-HT3. La dose raccomandata per EMEND polvere per sospensione orale si basa sul peso, come specificato nella tabella sottostante. EMEND viene somministrato per via orale 1 ora prima della chemioterapia nei giorni 1, 2 e 3. Se la chemioterapia non viene somministrata nei giorni 2 e 3, EMEND deve essere somministrato al mattino. Vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) dell’antagonista 5-HT3 selezionato per informazioni sul dosaggio appropriato. Se insieme a EMEND viene co-somministrato un corticosteroide, come ad esempio il desametasone, la dose del corticosteroide deve essere somministrata al 50 % della dose usuale (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

Dose e volume di EMEND sospensione orale raccomandati per i pazienti pediatrici da 6 mesi a meno di 12 anni di età

Peso corporeo

Volume della dose di sospensione da somministrare per via orale

 

 

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

meno di 6 kg

 

 

Non raccomandato

 

 

da 6 kg a meno di

8 kg

1 mL

(25 mg)

0,6 mL

(15 mg)

0,6 mL

(15 mg)

da 8 kg a meno di 10 kg

1,2 mL

(30 mg)

0,8 mL

(20 mg)

0,8 mL

(20 mg)

da 10 kg a meno di

12 kg

1,4 mL

(35 mg)

1 mL

(25 mg)

1 mL

(25 mg)

da 12 kg a meno di

15 kg

1,8 mL

(45 mg)

1,2 mL

(30 mg)

1,2 mL

(30 mg)

da 15 kg a meno di

20 kg

2,4 mL

(60 mg)

1,6 mL

(40 mg)

1,6 mL

(40 mg)

da 20 kg a meno di

25 kg

3 mL

(75 mg)

2 mL

(50 mg)

2 mL

(50 mg)

da 25 kg a meno di

30 kg

3,6 mL

(90 mg)

2,4 mL

(60 mg)

2,4 mL

(60 mg)

da 30 kg in su

 

Trasferire

(125 mg)

3,2 mL

(80 mg)

3,2 mL

(80 mg)

 

 

l’intero

 

 

 

 

 

 

 

contenuto

 

 

 

 

 

 

 

del

 

 

 

 

 

 

 

contenitore

 

 

 

 

 

 

 

per la

 

 

 

 

 

 

 

miscelazion

 

 

 

 

 

 

 

e nel

 

 

 

 

 

 

 

dosatore

 

 

 

 

 

 

 

orale

 

 

 

 

 

 

 

(~5 mL)

 

 

 

 

 

L’efficacia della formulazione in polvere per sospensione orale da 125 mg non è stata stabilita nei bambini dai 12 anni di età in su. Per gli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni, EMEND è disponibile in capsule contenenti 80 mg o 125 mg di aprepitant.

La sicurezza e l’efficacia di EMEND polvere per sospensione orale nei lattanti sotto i 6 mesi di età o con un peso inferiore a 6 kg non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Generale

I dati di efficacia sull’associazione con altri corticosteroidi ed antagonisti della 5-HT3 sono limitati. Per ulteriori informazioni sulla co-somministrazione con i corticosteroidi, vedere paragrafo 4.5. Fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto dei medicinali antagonisti 5-HT3 co-somministrati.

Popolazioni specialiSesso

Non è richiesto l’aggiustamento della dose in relazione al sesso (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità renale

Non è necessario l’aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione renale o per i pazienti con patologia renale allo stadio terminale sottoposti a emodialisi (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità epatica

Non è necessario l’aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione epatica lieve. Vi sono dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata e non vi è nessun dato nei pazienti con compromissione epatica grave. Aprepitant deve essere usato con cautela in questi pazienti (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Modo di somministrazione

La sospensione orale può essere assunta con o senza cibo.

Per maggiori informazioni sulla preparazione e sulla somministrazione della sospensione, vedere paragrafo 6.6.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Co-somministrazione con pimozide, terfenadina, astemizolo o cisapride (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Pazienti con compromissione epatica da moderata a grave

Vi sono dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata e nessun dato nei pazienti con compromissione epatica grave. In questi pazienti EMEND deve essere utilizzato con cautela (vedere paragrafo 5.2).

Interazioni con il CYP3A4

EMEND deve essere utilizzato con cautela in pazienti in terapia orale concomitante con principi attivi metabolizzati principalmente dal CYP3A4 e con un range terapeutico ristretto, quali ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, everolimus, alfentanil, alcaloidi derivati dall’ergot, fentanil e chinidina (vedere paragrafo 4.5). Inoltre la somministrazione concomitante con irinotecan deve essere affrontata con grande cautela in quanto l’associazione può dare luogo a un incremento della tossicità.

Somministrazione concomitante con warfarin (un substrato del CYP2C9)

Nei pazienti in terapia cronica con warfarin, il rapporto internazionale normalizzato (International Normalised Ratio, INR) deve essere strettamente monitorato durante il trattamento con EMEND e per 14 giorni dopo ogni ciclo di trattamento di 3 giorni con EMEND (vedere paragrafo 4.5).

Somministrazione concomitante con contraccettivi ormonali

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può risultare ridotta durante e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi (vedere paragrafo 4.5).

Eccipienti

EMEND polvere per sospensione orale contiene saccarosio e lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio o al galattosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da insufficienza di sucrasi isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

L’aprepitant (125 mg/80 mg) è un substrato, un moderato inibitore ed un induttore del CYP3A4. L’aprepitant è anche un induttore del CYP2C9. Durante il trattamento con EMEND vi è una inibizione del CYP3A4. Dopo la conclusione del trattamento, EMEND causa una transitoria lieve induzione del CYP2C9, del CYP3A4 e della glucuronidazione. L’aprepitant non sembra interagire con la glicoproteina-P di trasporto, come suggerito dalla mancanza di interazione tra aprepitant e digossina.

Effetto di aprepitant sulle farmacocinetiche di altri principi attivi

Inibizione del CYP3A4

Come inibitore moderato del CYP3A4, l’aprepitant (125 mg/80 mg) può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei principi attivi metabolizzati dal CYP3A4 somministrati in concomitanza. L’esposizione totale dei substrati del CYP3A4 somministrati per via orale può aumentare fino a circa 3 volte durante il trattamento di 3 giorni con EMEND; ci si aspetta che l’effetto dell’aprepitant sulle concentrazioni plasmatiche dei substrati del CYP3A4 somministrati per via endovenosa sia minore.

EMEND non deve essere utilizzato in concomitanza con pimozide, terfenadina, astemizolo o cisapride (vedere paragrafo 4.3). L’inibizione del CYP3A4 da parte dell’aprepitant può risultare in concentrazioni plasmatiche elevate di questi principi attivi, causa potenziale di reazioni gravi e pericolose per la vita. Si consiglia cautela nel corso della somministrazione concomitante di EMEND e dei principi attivi somministrati per via orale metabolizzati principalmente dal CYP3A4 e con un range terapeutico ristretto, quali ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, everolimus, alfentanil, diergotamina, ergotamina, fentanil e chinidina (vedere paragrafo 4.4).

Corticosteroidi

Desametasone: la dose orale abituale di desametasone deve essere ridotta di circa il 50 % in caso di somministrazione concomitante di regime terapeutico con EMEND 125 mg/80 mg. La dose di desametasone negli studi clinici su nausea e vomito indotti da chemioterapia è stata scelta tenendo conto delle interazioni farmacologiche (vedere paragrafo 4.2). EMEND, somministrato con un regime terapeutico di 125 mg con 20 mg di desametasone in associazione per via orale al giorno 1 ed EMEND somministrato alla dose di 80 mg/die con 8 mg di desametasone in associazione per via orale dal giorno 2 al giorno 5, ha aumentato la AUC di desametasone, un substrato del CYP3A4, di

2,2 volte nei giorni 1 e 5.

Metilprednisolone: la dose abituale di metilprednisolone per via endovenosa deve essere ridotta di circa il 25 % e la dose orale abituale di metilprednisolone deve essere ridotta di circa il 50 % in caso di somministrazione concomitante di regime terapeutico con EMEND 125 mg/80 mg. EMEND, quando somministrato con un regime terapeutico di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die nei giorni 2 e 3, ha aumentato la AUC del metilprednisolone, un substrato del CYP3A4, di 1,3 volte al giorno 1 e di 2,5 volte al giorno 3, quando il metilprednisolone è stato somministrato in concomitanza per via endovenosa a dosi di 125 mg al giorno 1 e per via orale a dosi di 40 mg nei giorni 2 e 3.

Nel corso del trattamento continuato con metilprednisolone, l’AUC di metilprednisolone può subire una diminuzione tardiva entro le 2 settimane dopo l’inizio della terapia con EMEND, a causa dell’effetto induttore di aprepitant sul CYP3A4. È prevedibile che tale effetto risulti più pronunciato con la somministrazione di metilprednisolone per via orale.

Medicinali chemioterapici

Negli studi di farmacocinetica, EMEND, quando somministrato con un regime terapeutico di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die ai giorni 2 e 3, non ha modificato la farmacocinetica di docetaxel somministrato per via endovenosa al giorno 1 o di vinorelbina somministrata per via endovenosa al giorno 1 o al giorno 8. Poiché l’effetto di EMEND sulla farmacocinetica dei substrati del CYP3A4 somministrati per via orale è superiore all’effetto di EMEND sulla farmacocinetica dei substrati del CYP3A4 somministrati per via endovenosa, un’interazione con i medicinali chemioterapici somministrati per via orale metabolizzati principalmente o in parte dal CYP3A4 (ad es. etoposide, vinorelbina) non può essere esclusa. Si consiglia cautela ed è appropriato un ulteriore monitoraggio nei pazienti ai quali vengono somministrati medicinali metabolizzati principalmente o in parte dal CYP3A4 (vedere paragrafo 4.4). Eventi post-marketing di neurotossicità, una reazione avversa potenziale dell’ifosfamide, sono stati riportati dopo la somministrazione concomitante di aprepitant e ifosfamide.

Immunosoppressori

Durante il regime terapeutico di 3 giorni per il trattamento della CINV, ci si aspetta un transitorio moderato aumento seguito da una lieve diminuzione dell’esposizione di immunosoppressori metabolizzati dal CYP3A4 (ad es. ciclosporina, tacrolimus, everolimus e sirolimus). In considerazione della breve durata del regime terapeutico di 3 giorni e delle limitate variazioni tempo-dipendenti dell’esposizione, non è raccomandata una riduzione della dose degli immunosoppressori durante i

3 giorni di co-somministrazione con EMEND.

Midazolam

Gli effetti potenziali dell’aumento delle concentrazioni plasmatiche di midazolam o di altre benzodiazepine metabolizzate attraverso il CYP3A4 (alprazolam, triazolam) devono essere presi in

considerazione in caso di somministrazione concomitante di questi medicinali con EMEND (125 mg/80 mg).

EMEND ha aumentato l’AUC di midazolam, un substrato sensibile del CYP3A4, di 2,3 volte al giorno 1 e di 3,3 volte al giorno 5, quando una dose singola di 2 mg di midazolam è stata somministrata al giorno 1 e al giorno 5 di un corso di terapia con EMEND 125 mg al giorno 1 e 80 mg/die dal giorno 2 al giorno 5.

In un altro studio con la somministrazione endovenosa di midazolam, EMEND è stato somministrato alla dose di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die ai giorni 2 e 3 e 2 mg di midazolam sono stati somministrati per via endovenosa prima della somministrazione del ciclo terapeutico di 3 giorni con EMEND e ai giorni 4, 8 e 15. EMEND ha aumentato la AUC di midazolam del 25 % al giorno 4 e ha diminuito la AUC di midazolam del 19 % al giorno 8 e del 4 % al giorno 15. Questi effetti non sono stati ritenuti importanti dal punto di vista clinico.

In un terzo studio con la somministrazione di midazolam per via endovenosa e orale, EMEND è stato somministrato alla dose di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die ai giorni 2 e 3 insieme a ondansetron 32 mg al giorno 1, desametasone 12 mg al giorno 1 e 8 mg ai giorni 2-4. Questa associazione (EMEND, ondansetron e desametasone) ha diminuito l’AUC di midazolam per via orale del 16 % al giorno 6, del 9 % al giorno 8, del 7 % al giorno 15 e del 17 % al giorno 22. Questi effetti non sono stati ritenuti importanti dal punto di vista clinico.

Un ulteriore studio è stato completato con la somministrazione endovenosa di midazolam ed EMEND. 2 mg di midazolam per via endovenosa sono stati somministrati 1 ora dopo la somministrazione per via orale di una dose singola di EMEND 125 mg. La AUC plasmatica di midazolam è aumentata di 1,5 volte. Questo effetto non è stato considerato clinicamente importante.

Induzione

Come induttore lieve del CYP2C9, del CYP3A4 e della glucuronidazione, l’aprepitant può diminuire le concentrazioni plasmatiche dei substrati eliminati attraverso queste vie metaboliche entro le due settimane successive all’inizio del trattamento. Questo effetto può risultare evidente solo dopo la conclusione del trattamento di 3 giorni con EMEND. Per i substrati del CYP2C9 e del CYP3A4 l’induzione è transitoria con effetto massimo a 3-5 giorni dopo la conclusione del trattamento di

3 giorni con EMEND. L’effetto viene mantenuto per alcuni giorni, diminuisce in seguito lentamente ed è clinicamente non significativo dopo due settimane dopo la fine del trattamento con EMEND. Una lieve induzione della glucuronidazione viene anche osservata con 80 mg di aprepitant per via orale somministrato per 7 giorni. Vi è carenza di dati riguardo agli effetti sul CYP2C8 e sul CYP2C19. Si consiglia cautela in caso di somministrazione in questo intervallo temporale di warfarin, acenocumarolo, tolbutamide, fenitoina o altri principi attivi noti per essere metabolizzati dal CYP2C9.

Warfarin

Nei pazienti in terapia cronica con warfarin, il tempo di protrombina (INR) deve essere strettamente monitorato durante il trattamento con EMEND e per 2 settimane dopo ogni ciclo di trattamento di 3 giorni con EMEND per nausea e vomito indotti da chemioterapia (vedere paragrafo 4.4). Quando una dose singola da 125 mg di EMEND è stata somministrata al giorno 1 e una dose di 80 mg/die è

stata somministrata ai giorni 2 e 3 in persone sane stabilizzate con terapia cronica con warfarin, non vi è stato alcun effetto di EMEND sulle AUC plasmatiche del R(+) o dell’S(-) warfarin determinate al giorno 3; c’è stato tuttavia un decremento del 34 % della concentrazione di valle dell’S(-) warfarin (un substrato del CYP2C9), accompagnata da una diminuzione del 14% dell’INR 5 giorni dopo il termine del trattamento con EMEND.

Tolbutamide

EMEND, in caso di somministrazione a una dose di 125 mg al giorno 1 e di 80 mg/die ai giorni 2 e 3, ha diminuito l’AUC della tolbutamide (un substrato del CYP2C9) del 23% al giorno 4, del 28 % al giorno 8 e del 15 % al giorno 15, quando una dose singola di tolbutamide 500 mg è stata

somministrata per via orale prima della somministrazione del ciclo terapeutico di 3 giorni con EMEND e ai giorni 4, 8 e 15.

Contraccettivi ormonali

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può essere ridotta durante e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi.

In uno studio clinico, dosi singole di un contraccettivo orale contenente etinilestradiolo e noretindrone sono state somministrate dal giorno 1 fino al giorno 21 con EMEND, in un regime di 125 mg al giorno 8 e 80 mg/die nei giorni 9 e 10 con ondansetron 32 mg per via endovenosa al giorno 8 e desametasone orale somministrato in dosi di 12 mg al giorno 8 e 8 mg/die nei giorni 9, 10 e 11. Durante i giorni da 9 a 21 in questo studio vi è stata una diminuzione fino al 64 % delle concentrazioni di valle di etinilestradiolo e diminuzione fino al 60 % delle concentrazioni di valle del noretindrone.

Antagonisti della 5-HT3

In studi clinici di interazione, l’aprepitant non ha avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di ondansetron, granisetron o idrodolasetron (il metabolita attivo di dolasetron).

Effetto di altri medicinali sulla farmacocinetica di aprepitant

La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi inibitori dell’attività del CYP3A4 (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, claritromicina, telitromicina, nefazodone e inibitori della proteasi) deve essere considerata con cautela, poiché ci si aspetta che l’associazione dia luogo a un aumento di diverse volte delle concentrazioni plasmatiche di aprepitant (vedere paragrafo 4.4).

La somministrazione concomitante di EMEND con principi attivi forti induttori dell’attività del CYP3A4 (ad es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital) deve essere evitata poiché l’associazione dà luogo a riduzioni delle concentrazioni plasmatiche dell’aprepitant che possono risultare in una minore efficacia di EMEND. La somministrazione concomitante di EMEND con preparati a base di erbe contenenti l’erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) non è raccomandata.

Ketoconazolo

Con la somministrazione di una dose singola di aprepitant da 125 mg al giorno 5 di un ciclo di terapia di 10 giorni con ketoconazolo, un forte inibitore del CYP3A4, alla dose di 400 mg/die, l’AUC di aprepitant è aumentata di circa 5 volte e l’emivita media terminale di aprepitant è aumentata di circa 3 volte.

Rifampicina

Con la somministrazione di una dose singola di aprepitant da 375 mg al giorno 9 di un ciclo di terapia di 14 giorni con 600 mg/die di rifampicina, un forte induttore del CYP3A4, l’AUC dell’aprepitant è diminuita del 91 % e l’emivita terminale media è diminuita del 68 %.

Popolazione pediatrica

Studi d’interazione sono stati condotti soltanto sugli adulti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Contraccezione in maschi e femmine

L’efficacia dei contraccettivi ormonali può risultare ridotta durante e per 28 giorni dopo la somministrazione di EMEND. Nel corso del trattamento con EMEND e per 2 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose di EMEND devono essere utilizzati metodi di contraccezione alternativi non ormonali sostitutivi (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Gravidanza

Non sono disponibili dati clinici sull’uso di aprepitant durante la gravidanza. Il potenziale per la tossicità riproduttiva di aprepitant non è stato pienamente caratterizzato, in quanto non potevano essere raggiunti in studi sugli animali livelli di esposizione superiori a quelli terapeutici alla dose di 125 mg/80 mg nell’uomo. Questi studi non hanno indicato effetti dannosi diretti o indiretti in relazione a gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). Gli effetti potenziali sulla riproduzione delle alterazioni della regolazione delle neurochinine non sono noti. EMEND non deve essere utilizzato in gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento

L’aprepitant viene escreto nel latte dei ratti durante la lattazione. Non è noto se l’aprepitant viene escreto nel latte umano; l’allattamento non è pertanto raccomandato durante la terapia con EMEND.

Fertilità

Il potenziale per gli effetti di aprepitant sulla fertilità non è stato pienamente caratterizzato in quanto non potevano essere raggiunti in studi sugli animali livelli di esposizione superiori a quelli terapeutici nell’uomo. Questi studi sulla fertilità non hanno indicato effetti dannosi diretti o indiretti in relazione a performance di accoppiamento, fertilità, sviluppo embrio/fetale o conta e motilità degli spermatozoi (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

EMEND può alterare lievemente la capacità di andare in bicicletta o di usare macchinari. Capogiri e affaticamento possono insorgere dopo la somministrazione di EMEND (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Il profilo di sicurezza di aprepitant è stato valutato in circa 6.500 adulti in più di 50 studi e 184 bambini e adolescenti in 2 studi clinici pediatrici pilota.

Le reazioni avverse più comuni riportate ad una incidenza maggiore negli adulti trattati con aprepitant rispetto al trattamento con la terapia standard in pazienti che ricevevano chemioterapia altamente emetogena (HEC) sono state: singhiozzo (4,6 % versus 2,9 %), aumento della alanina amino transferasi (ALT) (2,8 % versus 1,1 %), dispepsia (2,6 % versus 2,0 %), stipsi (2,4 % versus 2,0 %), cefalea (2,0 % versus 1,8 %) e diminuzione dell’appetito (2,0 % versus 0,5 %). La reazione avversa più comune riportata con incidenza superiore nei pazienti trattati con aprepitant rispetto alla terapia standard in adulti che ricevevano chemioterapia moderatamente emetogena (MEC) è stata l’affaticamento (1,4 % versus 0,9 %).

Le reazioni avverse più comuni riportate con una incidenza maggiore nei pazienti pediatrici trattati con aprepitant rispetto al regime di controllo contestualmente alla somministrazione di chemioterapia oncologica emetogena sono state singhiozzo (3,3 % vs. 0,0 %) e vampate (1,1 % vs. 0,0 %).

Tabella con elenco delle reazioni avverse

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate in un’analisi proveniente dagli studi con HEC e con MEC con incidenza maggiore con aprepitant rispetto a quella riportata con terapia standard o nell’uso post-marketing. Le categorie di frequenza fornite nella tabella sono basate sugli studi effettuati negli adulti; le frequenze osservate negli studi pediatrici sono state simili o più basse, a meno che non sia riportato nella tabella. Alcune ADR meno comuni nella popolazione adulta non sono state osservate negli studi pediatrici.

Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) e molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e

Reazione avversa

Frequenza

organi

 

 

Infezioni ed infestazioni

candidiasi, infezioni da stafilococco

raro

 

 

 

Patologie del sistema

neutropenia febbrile, anemia

non comune

emolinfopoietico

 

 

Disturbi del sistema

reazioni di ipersensibilità incluse reazioni

non nota

immunitario

anafilattiche

 

Disturbi del metabolismo e

diminuzione dell’appetito

comune

della nutrizione

 

 

polidipsia

raro

 

 

 

 

Disturbi psichiatrici

ansia

non comune

 

disorientamento, umore euforico

raro

Patologie del sistema nervoso

cefalea

comune

 

 

 

 

capogiri, sonnolenza

non comune

 

 

 

 

disturbi cognitivi, letargia, disgeusia

raro

 

 

 

Patologie dell’occhio

congiuntivite

raro

 

 

 

Patologie dell’orecchio e del

tinnito

raro

labirinto

 

 

Patologie cardiache

palpitazioni

non comune

 

 

 

 

bradicardia, disordine cardiovascolare

raro

 

 

 

Patologie vascolari

vampate di calore/vampate

non comune

 

 

 

Patologie respiratorie, toraciche

singhiozzo

comune

e mediastiniche

 

 

 

dolore orofaringeo, starnuto, tosse, perdita

raro

 

retronasale, irritazione alla gola

 

Patologie gastrointestinali

stipsi, dispepsia

comune

 

 

 

 

eruttazione, nausea, vomito, malattia da

non comune

 

reflusso gastroesofageo, dolore addominale,

 

 

secchezza della bocca, flatulenza

 

 

 

 

 

perforazione dell’ulcera duodenale, stomatite,

raro

 

distensione addominale, feci dure, colite

 

 

neutropenica

 

 

 

 

Patologie della cute e del

eruzione cutanea, acne

non comune

tessuto sottocutaneo

 

 

 

 

 

 

reazione di fotosensibilità, iperidrosi,

raro

 

seborrea, lesione cutanea, eruzione cutanea

 

 

pruriginosa, sindrome di

 

 

Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica

 

 

prurito, orticaria

non nota

 

 

 

Patologie del sistema

debolezza muscolare, spasmi muscolari

raro

muscoloscheletrico e del tessuto

 

 

connettivo

 

 

Patologie renali e urinarie

disuria

non comune

Classificazione per sistemi e

Reazione avversa

Frequenza

organi

 

 

 

pollachiuria

raro

Patologie sistemiche e

affaticamento

comune

condizioni relative alla sede di

 

 

somministrazione

astenia, malessere

non comune

 

 

 

 

edema, fastidio al torace, disturbo della

raro

 

deambulazione

 

Esami diagnostici

aumenti della ALT

comune

 

 

 

 

aumenti della AST, aumento della fosfatasi

non comune

 

alcalina ematica

 

 

 

 

 

presenza di emazie nelle urine, diminuzione

raro

 

del sodio ematico, calo ponderale,

 

 

diminuzione del numero dei neutrofili,

 

 

presenza di glucosio nelle urine, aumentata

 

 

emissione di urine

 

†Nausea e vomito sono stati considerati parametri di efficacia nei primi 5 giorni del trattamento post-chemioterapia e sono stati riportati come reazioni avverse solo in seguito.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Il profilo delle reazioni avverse negli adulti nell’estensione a ciclo multiplo di studi con HEC e MEC fino a 6 cicli addizionali di chemioterapia è stato generalmente simile a quello osservato nel ciclo 1.

In un ulteriore studio clinico con controllo attivo effettuato in 1.169 pazienti che ricevevano aprepitant e HEC, il profilo delle reazioni avverse è stato generalmente simile a quello visto in altri studi sulla HEC effettuati con aprepitant.

Ulteriori reazioni avverse sono state osservate nei pazienti adulti trattati con aprepitant per la nausea e il vomito postoperatori (PONV) a un’incidenza superiore a quella riportata con ondansetron: dolore addominale alto, anormalità del reperto auscultatorio dell’addome, stipsi*, disartria, dispnea, ipoestesia, insonnia, miosi, nausea, disturbi del sensorio, fastidio gastrico, subocclusione*, riduzione dell’acutezza visiva, sibilo respiratorio.

*Riportate in pazienti che assumevano una dose più alta di aprepitant.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, il trattamento con EMEND deve essere interrotto, il paziente va monitorato e devono essere prese misure di supporto generali. A causa degli effetti antiemetici di aprepitant, l’emesi indotta da un medicinale può non risultare efficace.

Aprepitant non può essere rimosso con l’emodialisi.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antiemetici ed antinausea, codice ATC: A04AD12

L’aprepitant è un antagonista della sostanza P umana selettivo ad alta affinità per i recettori della neurochinina 1 (NK1).

Trattamento di 3 giorni con aprepitant negli adulti

In 2 studi randomizzati in doppio cieco su di un totale di 1.094 pazienti adulti trattati con chemioterapia che includeva il cisplatino 70 mg/m2, aprepitant in associazione con un trattamento con ondansetron/desametasone (vedere paragrafo 4.2) è stato paragonato a una terapia standard (placebo più ondansetron 32 mg per via endovenosa somministrato al giorno 1 più desametasone

20 mg per via orale al giorno 1 e 8 mg due volte al giorno per via orale ai giorni 2 e 4). Sebbene negli studi clinici sia stata usata una dose endovenosa da 32 mg di ondansetron, questa non è più la dose raccomandata. Vedere le informazioni sul prodotto per l’antagonista 5-HT3 selezionato per indicazioni sulla dose appropriata.

L’efficacia è stata basata sulla valutazione della seguente misura composita: risposta completa (definita come assenza di episodi di emesi e nessun uso di terapia di salvataggio) principalmente nel corso del ciclo 1. I risultati sono stati valutati per ciascuno studio individuale e per i 2 studi combinati.

Un riassunto dei principali risultati degli studi sulla base dell’analisi combinata è illustrato nella Tabella 1.

Tabella 1

Percentuale di pazienti adulti che ricevevano un trattamento chemioterapico altamente emetogeno e che hanno risposto al trattamento per gruppo e fase di trattamento – Ciclo 1

MISURE COMPOSITE DI

Aprepitant

Terapia Standard

 

Differenze*

VALUTAZIONE

(N= 521)

(N= 524)

 

 

 

%

%

%

(IC al 95%)

Risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

67,7

47,8

19,9

(14,0; 25,8)

0-24 ore

86,0

73,2

12,7

(7,9; 17,6)

25-120 ore

71,5

51,2

20,3

(14,5; 26,1)

MISURE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

71,9

49,7

22,2

(16,4; 28,0)

0-24 ore

86,8

74,0

12,7

(8,0; 17,5)

25-120 ore

76,2

53,5

22,6

(17,0; 28,2)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-100 mm)

Totale (0-120 ore)

72,1

64,9

7,2

(1,6; 12,8)

25-120 ore

74,0

66,9

7,1

(1,5; 12,6)

*Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per sesso e chemioterapia concomitante precedentemente inclusi nella analisi primaria delle odd ratio e dei modelli logistici.

Un paziente nel gruppo di trattamento con aprepitant ha avuto soltanto dati relativi alla fase acuta ed è stato escluso dall’analisi globale e da quella della fase ritardata; un paziente nel gruppo di trattamento standard ha avuto dati solo nella fase ritardata ed è stato escluso dall’analisi globale e dall’analisi della fase acuta.

Il periodo di tempo stimato per il primo episodio di emesi nell’analisi combinata è illustrato dalla curva di Kaplan-Meier nella Figura 1.

Figura 1

Percentuale di pazienti adulti in trattamento chemioterapico altamente emetogeno senza emesi nell’intervallo di tempo considerato – Ciclo 1

Percentuale di pazienti

100%

Aprepitant (N=520)

 

Terapia standa rd (N=523)

90%

80%

70%

60%

50%

40%

Tempo (ore)

Differenze di efficacia statisticamente significative sono state osservate anche in ciascuno dei 2 studi individuali.

Nei medesimi 2 studi clinici, 851 pazienti adulti hanno continuato nell’estensione a ciclo multiplo fino a 5 ulteriori cicli di chemioterapia. L’efficacia della terapia con aprepitant è stata apparentemente mantenuta durante tutti i cicli.

In uno studio in doppio cieco, randomizzato, su un totale di 866 pazienti adulti (864 donne e

2 uomini) che ricevevano un trattamento chemioterapico con ciclofosfamide 750-1.500 mg/m2, o ciclofosfamide 500-1.500 mg/m2 e doxorubicina (≤ 60 mg/m2) o epirubicina (≤ 100 mg/m2), l’aprepitant in associazione con ondansetron/desametasone (vedere paragrafo 4.2) è stato confrontato con terapia standard [placebo più ondansetron 8 mg per via orale (due volte il giorno 1 e ogni 12 ore nei giorni 2 e 3) più desametasone 20 mg per via orale il giorno 1].

L’efficacia è stata valutata sulla base di una misura composita: risposta completa (definita come assenza di episodi di emesi e non utilizzo di terapia di salvataggio) principalmente durante il ciclo 1.

Un riassunto dei risultati chiave dello studio è mostrato nella Tabella 2.

Tabella 2

Percentuale di pazienti adulti che ricevevano un trattamento chemioterapico moderatamente emetogeno e che hanno risposto al trattamento per gruppo e fase di trattamento – Ciclo 1

MISURE COMPOSITE DI

Aprepitant

Terapia Standard

 

Differenze*

VALUTAZIONE

(N= 433)

(N= 424)

 

 

 

%

%

%

(IC al 95 %)

Risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

50,8

42,5

8,3

(1,6; 15,0)

0-24 ore

75,7

69,0

6,7

(0,7; 12,7)

25-120 ore

55,4

49,1

6,3

(-0,4; 13,0)

MISURE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di terapia di salvataggio)

Totale (0-120 ore)

75,7

58,7

17,0

(10,8; 23,2)

0-24 ore

87,5

77,3

10,2

(5,1; 15,3)

25-120 ore

80,8

69,1

11,7

(5,9; 17,5)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-100 mm)

Totale (0-120 ore)

60,9

55,7

5,3

(-1,3; 11,9)

0-24 ore

79,5

78,3

1,3

(-4,2; 6,8)

25-120 ore

65,3

61,5

3,9

(-2,6; 10,3)

* Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per categorie di età (< 55 anni,55 anni) e gruppo di ricercatori inclusi nell’analisi primaria delle odd ratio e dei modelli logistici.

Un paziente nel gruppo di trattamento con aprepitant ha avuto soltanto dati relativi alla fase acuta ed è stato escluso dall’analisi globale e da quella della fase ritardata.

Nello stesso studio clinico, 744 pazienti adulti hanno continuato l’estensione a ciclo multiplo fino a 3 ulteriori cicli di chemioterapia. L’efficacia della terapia con aprepitant è stata apparentemente mantenuta durante tutti i cicli.

In un secondo studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, il trattamento con aprepitant è stato confrontato con la terapia standard in 848 pazienti adulti (652 donne, 196 uomini) che ricevevano un trattamento chemioterapico con qualsiasi dose endovenosa di oxaliplatino, carboplatino, epirubicina, idarubicina, ifosfamide, irinotecan,

daunorubicina, doxorubicina; ciclofosfamide per via endovenosa (< 1.500 mg/m2); o citarabina per via endovenosa (> 1 g/m2). I pazienti in trattamento con aprepitant ricevevano un trattamento chemioterapico per vari tipi di tumore comprendendo il 52 % dei pazienti con cancro della mammella, il 21 % con vari tipi di cancro gastrointestinale compreso il cancro colorettale, il 13 % con cancro polmonare e il 6 % con vari tipi di cancro ginecologico. L’aprepitant in associazione con ondansetron/desametasone (vedere paragrafo 4.2) è stato confrontato con la terapia standard [placebo con ondansetron 8 mg per via orale (due volte il giorno 1, e ogni 12 ore nei giorni 2 e 3) più desametasone 20 mg per via orale il giorno 1].

L’efficacia è stata valutata sulla base dei seguenti endpoint primari e secondari chiave: assenza di vomito nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia), valutazione della sicurezza e della tollerabilità del trattamento della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia (CINV) con aprepitant e risposta completa (definita come assenza di vomito e di terapia di salvataggio) nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia). Inoltre, l’assenza di nausea significativa nel periodo totale (da 0 a 120 ore post-chemioterapia) è stata valutata come un endpoint esploratorio, sia nella fase acuta che in quella ritardata come analisi post-hoc.

Un riassunto dei risultati chiave dello studio è mostrato nella Tabella 3.

Tabella 3

Percentuale di pazienti adulti che hanno risposto per gruppo di trattamento e fase per lo Studio 2 – Ciclo 1 Chemioterapia moderatamente emetogena

 

Aprepitant

Terapia

 

Differenze*

 

 

Standard

 

 

 

 

(N= 425)

(N= 406)

 

 

 

 

%

%

%

 

(IC al 95 %)

Risposta completa (assenza di emesi e di terapia di salvataggio)

 

 

 

Totale (0-120 ore)

68,7

56,3

12,4

 

(5,9; 18,9)

0-24 ore

89,2

80,3

8,9

 

(4,0; 13,8)

25-120 ore

70,8

60,9

9,9

 

(3,5; 16,3)

Assenza di emesi (nessun episodio di emesi indipendentemente dall’uso di terapia di

salvataggio)

 

 

 

 

 

Totale (0-120 ore)

76,2

62,1

14,1

 

(7,9; 20,3)

0-24 ore

92,0

83,7

8,3

 

(3,9; 12,7)

25-120 ore

77,9

66,8

11,1

 

(5,1; 17,1)

Assenza di nausea significativa (VAS massima < 25 mm su di una scala di 0-100 mm)

Totale (0-120 ore)

73,6

66,4

7,2

 

(1,0; 13,4)

0-24 ore

90,9

86,3

4,6

 

(0,2; 9,0)

25-120 ore

74,9

69,5

5,4

 

(-0,7; 11,5)

* Gli intervalli di confidenza sono stati calcolati senza gli aggiustamenti per sesso e regione, che sono stati inclusi nell’analisi primaria usando dei modelli logistici.

Il beneficio della terapia di associazione con aprepitant nell’intera popolazione in studio è stato principalmente guidato dai risultati osservati in pazienti con scarso controllo con terapia standard come nelle donne, anche se i risultati sono stati numericamente superiori indipendentemente da età, tipo di tumore o sesso. La risposta completa al trattamento con aprepitant e con terapia standard è stata raggiunta rispettivamente in 209 su 324 (65 %) e 161 su 320 (50 %) donne e in 83 su 101 (82 %) e 68 su 87 (78 %) uomini.

Popolazione pediatrica

In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, con controllo attivo condotto su 302 bambini e adolescenti (di età compresa tra i 6 mesi e i 17 anni) trattati con chemioterapia moderatamente o altamente emetogena, il regime con aprepitant è stato messo a confronto con un regime di controllo per la prevenzione della CINV. L’efficacia del regime con aprepitant è stata valutata in un singolo ciclo (ciclo 1). I pazienti avevano l’opportunità di ricevere aprepitant in aperto nei cicli successivi (cicli opzionali 2-6); in questi cicli opzionali, tuttavia, l’efficacia non è stata valutata. Il regime con aprepitant per adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni (n=47) prevedeva la somministrazione di EMEND 125 mg in capsule per via orale il giorno 1 e la somministrazione di 80 mg/die i giorni 2 e 3 in associazione con ondansetron il giorno 1. Il regime con aprepitant per bambini da 6 mesi a meno di 12 anni di età (n=105) consisteva nella somministrazione di EMEND polvere per sospensione orale 3,0 mg/kg (fino a 125 mg) per via orale il giorno 1 e 2,0 mg/kg (fino a 80 mg) per via orale i giorni 2 e 3 in associazione con ondansetron il giorno 1. Il regime di controllo in adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni (n=48) e nei bambini da 6 mesi a meno di 12 anni di età (n=102) consisteva nella somministrazione di placebo al posto di aprepitant nei giorni 1, 2 e 3 in associazione con ondansetron il giorno 1. EMEND o placebo e ondansetron erano somministrati rispettivamente 1 ora e 30 minuti prima dell’avvio della chemioterapia. La somministrazione di desametasone per via endovenosa era ammessa nel contesto del regime antiemetico per i pazienti pediatrici di entrambi i gruppi di età, a discrezione del medico. Per i pazienti pediatrici trattati con aprepitant era richiesta una riduzione (50 %) della dose di desametasone. Non erano invece previste riduzioni della dose per i pazienti pediatrici trattati con il regime di controllo. Dei pazienti pediatrici, il 29 % nel regime con aprepitant e il 28 % nel regime di controllo faceva uso di desametasone quale componente del regime del ciclo 1.

L’attività antiemetica di EMEND è stata valutata per un periodo di 5 giorni (120 ore) dopo l’avvio della chemioterapia il giorno 1. L’endpoint primario consisteva nella risposta completa durante la fase ritardata (25-120 ore dopo l’avvio della chemioterapia) nel ciclo 1. Un riassunto dei principali risultati dello studio è riportato nella Tabella 4.

Tabella 4

Numero (%) di pazienti pediatrici con risposta completa e assenza di vomito per gruppo di trattamento e fase – Ciclo 1 (popolazione intent-to-treat)

 

Regime con aprepitant

Regime di

 

n/m (%)

controllo

 

 

n/m (%)

ENDPOINT PRIMARIO

 

 

Risposta completa* – Fase ritardata

77/152 (50,7)

39/150 (26,0)

ALTRI ENDPOINT PRESTABILITI

 

 

Risposta completa* – Fase acuta

101/152 (66,4)

78/150 (52,0)

Risposta completa* – Fase totale

61/152 (40,1)

30/150 (20,0)

Assenza di vomito§ – Fase totale

71/152 (46,7)

32/150 (21,3)

*Risposta completa = assenza di vomito o conati con o senza vomito e nessun uso di terapia di salvataggio.

p < 0,01 quando confrontato con il regime di controllo

p < 0,05 quando confrontato con il regime di controllo

§Assenza di vomito = assenza di vomito o conati con o senza vomito

n/m = numero di pazienti con risposta desiderata/numero di pazienti inclusi nel timepoint. Fase acuta: da 0 a 24 ore dopo l’avvio della chemioterapia.

Fase ritardata: da 25 a 120 ore dopo l’avvio della chemioterapia. Fase totale: da 0 a 120 ore dopo l’avvio della chemioterapia.

Il tempo stimato al primo episodio di vomito dopo l’avvio della chemioterapia era maggiore con aprepitant (tempo mediano stimato al primo episodio di vomito di 94,5 ore) rispetto al gruppo di controllo (tempo mediano stimato al primo episodio di vomito di 26,0 ore) come illustrato dalle curve di Kaplan-Meier nella Figura 2.

Figura 2

Tempo al primo episodio di vomito dopo l’avvio della somministrazione della chemioterapia - pazienti pediatrici nella fase totale – Ciclo 1 (popolazione intent-to-treat)

Percentuale di pazienti

Regime con aprepitant (N=152)

Regime di controllo (N=150)

Tempo (ore) dalla prima somministrazione di chemioterapia

Un’analisi di efficacia nelle sottopopolazioni nel ciclo 1 ha dimostrato che, indipendentemente dalla categoria di età, dal sesso, dall’uso di desametasone a scopo di profilassi antiemetica e dall’emetogenicità della chemioterapia, il regime con aprepitant permetteva di ottenere un migliore controllo rispetto al regime di controllo per quanto concerneva gli endpoint di risposta completa.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

L’aprepitant presenta una farmacocinetica non lineare. Entrambe la clearance e la biodisponibilità assoluta diminuiscono all’aumentare della dose.

Assorbimento

La biodisponibilità orale media assoluta di aprepitant è del 67 % per la capsula da 80 mg e del 59 % per la capsula da 125 mg. La concentrazione plasmatica di picco (Cmax) media di aprepitant si è verificata a circa 4 ore (tmax). La somministrazione per via orale della capsula con una prima colazione standard da 800 Kcal circa ha dato luogo a un aumento fino al 40 % nell’AUC di aprepitant. Questo aumento non viene ritenuto rilevante dal punto di vista clinico.

La farmacocinetica di aprepitant è non lineare per tutto il range dei dosaggi clinici. In giovani adulti sani, l’aumento dell’AUC0- fra gli 80 mg e i 125 mg in singole dosi somministrate a individui a stomaco pieno è stato superiore del 26 % rispetto alla proporzionalità con la dose.

Dopo la somministrazione per via orale di una dose singola di EMEND da 125 mg al giorno 1 e di 80 mg in monosomministrazione giornaliera ai giorni 2 e 3, l’AUC0-24 h (media±DS) è stata di 19,6±2,5 μg ora/mL e di 21,2±6,3 μg ora/mL ai giorni 1 e 3, rispettivamente. La Cmax è stata di 1,6±0,36 μg/mL e di 1,4±0,22 μg/mL ai giorni 1 e 3, rispettivamente.

Distribuzione

L’aprepitant è legato in larga misura alle proteine, con una media del 97 %. Il volume geometrico medio apparente di distribuzione allo stato stazionario (Vdss) è di circa 66 L nell’uomo.

Biotrasformazione

L’aprepitant viene ampiamente metabolizzato. In giovani adulti sani, è ascrivibile ad aprepitant circa il 19 % della radioattività presente nel plasma nel corso delle 72 ore successive alla somministrazione di una singola dose da 100 mg di [14C]-fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant, indice di una sostanziale presenza di metaboliti nel plasma. Nel plasma umano sono stati identificati dodici metaboliti di aprepitant. Il metabolismo di aprepitant avviene in larga misura attraverso l’ossidazione a livello dell’anello morfolinico e delle sue catene laterali e i metaboliti risultanti avevano solo una debole evidenza di attività. Studi in vitro con microsomi epatici umani indicano che aprepitant viene metabolizzato principalmente attraverso il CYP3A4 con potenziali contributi minori da parte del CYP1A2 e del CYP2C19.

Eliminazione

L’aprepitant non viene escreto immodificato nelle urine. I metaboliti sono escreti nelle urine e nelle feci attraverso l’escrezione biliare. Dopo una dose singola endovena da 100 mg di [14C]-fosaprepitant, un profarmaco di aprepitant, a persone sane, il 57 % della radioattività è stata rinvenuta a livello urinario e il 45 % a livello fecale.

La clearance plasmatica dell’aprepitant è dose dipendente, diminuisce all’aumentare della dose e varia da circa 60 a 72 mL/min all’interno della finestra terapeutica. L’emivita terminale è compresa tra circa 9 e 13 ore.

Farmacocinetica in popolazioni speciali

Sesso: dopo la somministrazione per via orale di una dose singola di aprepitant da 125 mg, la Cmax di aprepitant è risultata superiore del 16 % nelle donne rispetto agli uomini. L’emivita di aprepitant è inferiore del 25 % nelle donne rispetto agli uomini e il suo tmax viene raggiunto all’incirca allo stesso tempo. Queste differenze non sono ritenute clinicamente significative. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND in base al sesso.

Compromissione epatica: la compromissione epatica lieve (Child-Pugh classe A) non influenza la farmacocinetica di aprepitant in misura clinicamente rilevante. Per i pazienti con compromissione epatica lieve non è necessario alcun aggiustamento della dose. Sulla base dei dati attualmente disponibili non è possibile trarre conclusioni sull’effetto della compromissione epatica moderata (Child-Pugh classe B) sulla farmacocinetica di aprepitant. Non vi sono dati clinici o di farmacocinetica in pazienti con compromissione epatica grave (Child-Pugh classe C).

Compromissione renale: è stata somministrata una dose singola di aprepitant da 240 mg a pazienti con compromissione renale grave (CrCl < 30 mL/min) e ai pazienti con patologia renale allo stadio terminale (ESRD) per i quali era richiesta l’emodialisi.

In pazienti con compromissione renale grave l’AUC0- dell’aprepitant totale (non legato e legato alle proteine) è diminuita del 21 % e la Cmax è diminuita del 32 % rispetto a persone sane. Nei pazienti con ESRD sottoposti a emodialisi, l’AUC0- dell’aprepitant totale è diminuita del 42 % e la Cmax è diminuita del 32 %. A causa delle diminuzioni modeste nel legame proteico di aprepitant nei pazienti con patologia renale, l’AUC del medicinale non legato farmacologicamente attivo non è stata modificata significativamente nei pazienti con compromissione renale rispetto alle persone sane. Il trattamento emodialitico condotto 4 o 48 ore dopo la somministrazione non ha avuto effetti significativi sulla farmacocinetica di aprepitant; meno dello 0,2 % della dose è stato rinvenuto nel dializzato.

Non è necessario alcun aggiustamento della dose di EMEND per i pazienti con compromissione renale o per i pazienti con ESRD sottoposti a emodialisi.

Popolazione pediatrica: nel contesto di un ciclo terapeutico di 3 giorni, la somministrazione di aprepitant in capsule (125/80/80-mg) a pazienti adolescenti (di età compresa tra i 12 e i 17 anni) ha determinato una AUC0-24 h superiore a 17 µg•h/mL il giorno 1 con concentrazioni (Cmin) al termine dei giorni 2 e 3 superiori a 0,4 µg/mL nella maggioranza dei pazienti. La concentrazione plasmatica di picco (Cmax) mediana era di circa 1,3 µg/mL il giorno 1 e veniva raggiunta approssimativamente dopo 4 ore. Nel contesto di un ciclo terapeutico di 3 giorni, la somministrazione di aprepitant in polvere per sospensione orale (3/2/2-mg/kg) in pazienti da 6 mesi a meno di 12 anni di età ha determinato una AUC0-24 h superiore a 17 µg•h/mL il giorno 1 con concentrazioni (Cmin) al termine dei giorni 2 e 3 superiori a 0,1 µg/mL nella maggioranza dei pazienti. La concentrazione plasmatica di picco (Cmax) mediana è stata di circa 1,2 µg/mL il giorno 1 e veniva raggiunta tra le 5 e le 7 ore.

Un’analisi di farmacocinetica di popolazione relativa alla somministrazione di aprepitant a pazienti pediatrici (età compresa tra 6 mesi e 17 anni) suggerisce che il sesso e la razza non producono effetti clinicamente significativi sulla farmacocinetica di aprepitant.

Relazione fra concentrazione ed effetto

Studi con la tomografia a emissione di positroni (PET) su uomini sani giovani condotti utilizzando traccianti altamente specifici per i recettori NK1 hanno mostrato che aprepitant penetra a livello dell’encefalo e occupa i recettori NK1 in misura dipendente dalla dose e dalla concentrazione nel plasma. Si calcola che le concentrazioni plasmatiche di aprepitant raggiunte con il ciclo terapeutico di 3 giorni con EMEND negli adulti risultino in una occupazione dei recettori NK1 cerebrali superiore al 95 %.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano particolari rischi per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi singole e ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva e tossicità dello sviluppo. Si deve notare che l’esposizione sistemica nei roditori è risultata simile o anche minore dell’esposizione terapeutica nell’uomo alla dose di 125 mg/80 mg. In particolare, sebbene negli studi sulla riproduzione non siano stati osservati effetti avversi ai livelli di esposizione nell’uomo, le esposizioni negli animali non sono sufficienti per elaborare una adeguata valutazione del rischio nell’uomo.

In uno studio di tossicità giovanile condotto su ratti trattati dal giorno 10 post-natale al giorno 63, aprepitant ha indotto un’apertura vaginale precoce negli esemplari di sesso femminile a partire da 250 mg/kg b.i.d. e una separazione ritardata del prepuzio negli esemplari di sesso maschile a partire da 10 mg/kg b.i.d. Non c’erano margini per un’esposizione clinicamente rilevante. Non sono stati evidenziati effetti correlati al trattamento sull’accoppiamento, sulla fertilità o sulla sopravvivenza embrio-fetale, né sono state riscontrate alterazioni patologiche negli organi riproduttivi. In uno studio di tossicità giovanile condotto su cani trattati dal giorno 14 post-natale al giorno 42 è stata osservata una riduzione del peso dei testicoli e delle dimensioni delle cellule di Leydig negli esemplari di sesso maschile alla dose di 6 mg/kg/die e sono stati osservati aumento del peso dell’utero, ipertrofia dell’utero e della cervice ed edema dei tessuti vaginali negli esemplari di sesso femminile a partire da 4 mg/kg/die. Non c’erano margini per un’esposizione clinicamente rilevante di aprepitant. Per un trattamento a breve termine secondo il regime posologico raccomandato si ritiene improbabile che questi dati abbiano rilevanza clinica.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Idrossipropilcellulosa (E 463)

Sodio laurilsolfato (E 487)

Saccarosio

Lattosio (anidro)

Ferro ossido nero (E 172)

Sodio stearil fumarato (E 485)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

Bustina non aperta: 2 anni

Dopo la ricostituzione: la sospensione orale può essere tenuta a temperatura ambiente (non superiore a 30°C) fino ad un massimo di 3 ore. Inoltre può essere conservata in frigorifero (tra 2°C e 8°C) fino ad un massimo di 72 ore.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Bustine in PET/alluminio/LLDPE. Scatola monouso

Ogni scatola contiene una bustina con la polvere per sospensione orale, un dosatore orale da 1 mL ed uno da 5 mL (in polipropilene con anello a O in silicone), un dispositivo di chiusura e un contenitore per la miscelazione (in polipropilene).

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il contenuto di ciascuna bustina monouso deve essere ricostituito con 4,6 mL di acqua per ottenere una concentrazione finale di 25 mg per mL.

Per maggiori informazioni sulla preparazione e sulla somministrazione della sospensione, consultare il foglio illustrativo e le istruzioni per la preparazione della sospensione orale per operatori sanitari.

Utilizzare il dosatore orale da 5 mL per misurare 4,6 mL di acqua, da aggiungere al contenitore per la miscelazione.

Versare l’intero contenuto della bustina nei 4,6 mL di acqua e miscelare.

Una volta miscelati, misurare il volume raccomandato (dose) di sospensione utilizzando il dosatore orale. Scegliere il dosatore orale in base alla dose. Usare il dosatore orale da1 mL se la dose è di 1 mL o inferiore e usare il dosatore orale da 5 mL se la dose è superiore a 1 mL. Somministrare la dose per via orale. Se la dose non viene somministrata immediatamente dopo la misurazione, il dosatore orale riempito può essere conservato in frigorifero (tra 2°C e 8°C) fino ad un massimo di 72 ore prima dell’uso.

La sospensione orale può essere tenuta a temperatura ambiente (non superiore a 30°C) fino ad un massimo di 3 ore, prima della somministrazione.

Gettare l’eventuale sospensione residua e i rifiuti derivati dal medicinale.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Merck Sharp & Dohme Ltd.

Hertford Road, Hoddesdon

Hertfordshire EN 11 9BU

Regno Unito

8.NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

EU/1/03/262/011

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 11 novembre 2003

Data del rinnovo più recente: 22 settembre 2008

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea dei medicinali: http://www.ema.europa.eu.

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